venerdì 30 dicembre 2022

Diario - 30/12/2022 - Preparazione presepe

Meglio tardi che mai. Anche quest'anno con l'aiuto di due nipoti siamo riusciti a finire il presepe a casa. 
I ragazzi potrebbero passare le vacanze di Natale davanti al cellulare o alla Playstation e questo non è un granché per cui meglio cimentarsi in cose pratiche che obblighino a fare cose insieme e a staccarsi dallo schermo. E poi si fanno cose insieme, è bello. Con un tempo a disposizione maggiore di quello che solitamente c'è. Personalmente per me è una grande novità di cui approfittare finché dura. 

Casa - Una nipote mi aiuta a sistemare le ultime statuine

Il risultato è stato ottimo. Abbiamo fatto un bellissimo presepe e siamo stati insieme divertendoci. Stando bene insieme. 

Casa - Immortaliamo l'opera: il presepe e i due collaboratori di eccezione 

Casa - Non contenti della foto davanti al presepe ci cimentiamo in una posa da arti marziali

Senza scivolare nella tristezza o nella melanconia, ho pensato che papà in qualche modo fosse con noi in quel momento in cui stavamo facendo il presepe. Erano le occasioni in cui era contento. Anche se lui era sempre contento, ma soprattutto quando stavamo insieme tutti quanti e facevamo cose belle. 

Dopo aver fatto il presepe ho alzato lo scatolone che avevo utilizzato per tenere il muschio usato negli anni precedenti e rimettendolo a posto mi sono accorto che nella parte inferiore c'era una scritta. L'ho letta. "Tanti auguri nonnino. Ti vogliamo tanto bene. Ti amiamo. Tutti noi" e qualche cuoricino. Mia nipote si è ricordata che era il pacco usato forse l'anno scorso per consegnare a papà un regalo. Le federe nuove per la macchina. E si ricordava che papà era stato tanto contento del regalo e che le aveva detto che andava in giro apposta con lo scatolone per fare vedere il regalo ricevuto di cui era felice. 


La scritta sul retro dello scatolone usato per il muschio del presepe.

 E così. Io penso che questi siano piccoli grandi segnali attraverso cui papà ci dice che è presente, che è vivo anche se in forma diversa, che partecipa delle nostre vite, delle nostre feste, delle nostre gioie. Che lui è qui. Con noi. In un modo diverso, ma c'è. Io lo sento.

Scrivo queste cose perché non le scrive mai nessuno. Però mi accorgo parlando con le persone che hanno affrontato e stanno affrontando la morte di una persona molto cara, che spesso anche loro hanno individuato delle forme di comunicazioni con i loro cari. Sono le più diverse. Rispettano la sensibilità della persona, il carattere, il posto in cui vive. Però più di una persona mi ha confidato di essersi accorta di piccoli segnali lanciati. Può essere un tramonto, una luce particolare, le cose più diverse.

Il tutto sempre senza tristezza, senza malinconia, ma con la gratitudine nel cuore, ringraziando di avere avuto la immensa possibilità di stare insieme tanto tempo, grati per ogni occasione vissuta insieme, sfruttata per celebrare la vita, con i suoi momenti belli e momenti difficili. Però grati. 

Questo fine d'anno possiamo essere grati per tutto quello che abbiamo ricevuto come famiglia. Papà è con noi comunque. 

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