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sabato 15 novembre 2014

Giovanni Paolo II- L'uomo non può vivere senza amore - Redemptor hominis -

"L'uomo non può vivere senza Amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile; la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'Amore, se non s'incontra con l'Amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente"

Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis, 10.

giovedì 9 giugno 2011

Giovanni Paolo II - Parole dopo il concerto in occasione del 50° anniversario dell'ordinazione sacerdotale - 31 ottobre 1996

A cinquant'anni dal giorno benedetto un cui lo Spirito Santo, mediante l'imposizione delle mani dell'arcivescovo di Cracovia Adam Stefan Sapieha, mi ha consacrato sacerdote di Cristo, rivolgo a Dio il mio grazie commosso per quanto egli ha voluto compiere in me. Nello stesso tempo, estendo la mia gratitudine alle tante persone che ho incontrato sulla mia strada e che in diversa misura,  mi hanno aiutato nel cammino percorso in tutti questi anni.

Continui l'eterno Padre, per intercessione di Maria, regina di tutti i santi, a guidare i miei passi perché possa essere ministro fedele dei doni divini e servo generoso del gregge che Egli mi ha affidato.

Giovanni Paolo II

sabato 18 settembre 2010

Wanda Poltawska - Diario di un'amicizia

Frammenti del libro

..."Non è forse così, che veramente siamo capaci di certi impulsi buoni, perfino eroici, ma al di là di questo, così deboli, da essere incapaci di una " vita buonaa", trascinati di qua e di là dai nostri impulsi, senza poterli dominare pienamente, incapaci di una " piena libertà"?
Il campo di concentramento, il contatto continuo conla prospettiva della morte aveva cambiato la sua visione del mondo, le aveva rivelato la nullità di ciò per cui di solito ci preoccupiamo di più nella nostra vita quotidiana, " normale" e borghese. Quindi come molti ex prigionieri, non riusciva a trovare per sé un posto tranquillo nel mondo al di fuori del campo; la vita familiare e professionale non le bastava; non riusciva a placare la sua inquietudine e il suo senso di estraneità. Cercava qualcuno che la capisse e la aiutasse, e si imbatte in un confessore, don Karol Wojtyla."...
Pag.12

...Nel mondo di oggi, dominato dai mezzi di comunicazione imbevuti di sesso - un mondo nel quale baciare un bambino sulla fronte fa pensare alla pedofilia, e un bacio fraterno fra amici può essere facilmente interpretato come un indizio di omosessualità- l'amicizia tra un uomo e una donna suscita automaticamente l'idea dell'aspetto sessuale della relazione. soprattutto in questo campo, l'Autrice non poteva non aver incontrato, nella sua storia del tempo di guerra e nel lavoro successivo al consultorio, dei fatti che deponevano a favore dellla conferma della risposta negativa alla domanda che si era posta: l'uomo era capace di una "buona vita" e non solo di impulsi scordinati? Poteva essere davvero interiormente "libero e puro"?...
Pag. 13

...La direzione spirituale e la vicinanza personale delgrande sacerdote hanno permesso a mia moglie, Wanda Poltawska, di raggiungere l'armonia e la pace, le hanno reso possibile conciliare il lavoro per gli altri con la vita familiare e, col passare degli anni - ne sono trascorsi appunto sessanta - hanno reso possibile il continuo approfondimento e aumento della nostra vicinanza e armonia coniugale...
Pag. 13

Una persona non può pienamente capire e possedere se stessa, senza l'aiuto di Dio. Questo è il messaggio di Giovanni Paolo II. Lo svolgimento dell'amicizia - si può dire addirittura: dell'esperimento - presentato nel libro, e i suoi frutti sono una testimonianza che donferma la risposta positiva alla domanda sull'uomo, alla domanda che oggi sipone in modo così drammatico davanti all'umanità. Questa testimonianza deve essere vista, io penso, come un " dono": un dono di un grande papa all'umanità che domanda. La pubblicazione del libro è in un certo modo, la consegna di quel dono. Sono felice e orgoglioso di aver potuto contribuire alla sua preparazione.
Mi viene in mente qui una citazione da Aristotele, spesso richiamata dal filoso che forse ha mostrato nel modopiù preciso e profondo gli errori e le illusioni del pensiero moderno e della nostra civiltà, Robert Spaemann :" Quello che possiamo fare grazie agli amici è, in un certo senso, anche quello che possiamo compiere da soli" (*). Il più grande e il più potente amico dell'uomo è invece Dio, il sostegno ultimo di tutte le persone di buona volontà - di tutti i nostri amici - e il Padre amorevole di tutti, senza eccezione

(*) Aristotele, Etica Nicomachea, III, 1112b25
Andrzej Poltawski
Cracovia, 8 marzo 2008
Pag. 14

giovedì 4 febbraio 2010

Stanislao Dziwisz - Una vita con Karol - 04 febbraio 2010

Libro interessante che aiuta a capire alcuni aspetti della vita di Giovanni Paolo II, osservati da un punto di vista privilegiato. Ho trovato questa foto che poi è stata utilizzata per la copertina del libro. Il libro è bello. Particolarmente interessante è la possibilità che si offre al di vedere come si sono sviluppate le scelte di Giovanni Paolo II sul piano personale, di esperienza di fede, e come poi queste hanno comportato un'inevitabile ricaduta nelle decisioni di pontefice.
Mi è piaciuto molto guardare "dal di dentro" come Giovanni Paolo II ha vissuto i fatti della caduta del comunismo e come vi ha partecipato. L'impegno profuso. La lettura evangelica della storia.
Aggiungo due parole su questa foto e la copertina del libro.
Io ho avuto la fortuna di essere giovane quando Giovanni Paolo II ha compiuto molte delle sue azioni, pronunciato molti dei suoi discorsi. Ero presente. Si potrebbe dire che in diverse occasioni sono stato presente quando venivano scattate le foto a quest'uomo. L'ho visto compiere la sua missione. Sicuramente in quegli anni provavo una profonda simpatia e ammirazione. Godevo della presenza di questo Papa che intuivo essere una grande figura. Godevo della sua presenza. Vivevo inconsapevolmente la gioia della sua presenza, un pò come certe volte i nipotini vivono la presenza dei loro amati nonni. Certamente non comprendevo la portata della sua azione evangelizzatrice.
Solo ora, dopo quanche anno dalla sua morte, piano piano mi sto interrogando su chi veramente fosse questa persona, quali pensieri lo hanno animato, quali scelte ha compiuto. Questo libro in parte mi ha offerto la possibilità di conoscerne degli aspetti ancora a me non noti.
La foto allora diventa copertina del libro.



E in me e in tanti nasce la voglia di fermarci un momento e capire e apprendere le lezioni che un maestro come Karol ci può offrire.
Per esempio chiedersi come lui ha affrontato i problemi che la vita gli ha posto. Su come si è relazionato con i diversi interlocutori che i fatti storici gli hanno presentato davanti. Come ha intessuto relazioni con i suoi sostenitori e con i suoi denigratori. E' interessante decifrare e apprendere lo stile di questo uomo....

"In certi momenti sembrava che fosse rimasto soltanto il Papa a difendere i princìpi morali. Ma lui sapeva bene che una cosa era il giudizio dei media, un'altra il giudizio della gente, anche non necessariamente cattolica. E in questa stava il genio di Karol Wojtyla, nel non farsi condizionare dalla stampa. Né di lasciare spazio al pessimismo. Diceva sempre: " Nella Chiesa c'è Cristo". Cioè, dopo la bufera, sarebbe venuta la quiete. Dopo l'inverno, sarebbe venuta la primavera". Pag. 176

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003