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martedì 7 febbraio 2023

Brado - Film di Kim Rossi Stuart - 06/02/2023


Si rimane a disposizione per la rimozione immediata delle foto qualora richiesto dagli aventi diritto.

Ieri abbiamo visto questo film al cinema don Bosco di Roma. 4 euro.

Eravamo in 5. Intanto molto difficile entrare nel mood di un film alle 18:00 di lunedì, dopo aver attraversato di corsa la città nel traffico per arrivare al cinema, ma era l'ultima proiezione di questo film tolto rapidamente dalle sale cinematografiche. 

Brado - Un padre difficile, un cavallo irrequieto e un figlio desideroso di essere amato. Intorno a questo si sviluppa un film complesso con tante sfumature da apprezzare e da indagare

Il film descrive temi interessanti: il rapporto padre-figlio, uomo-donna, il senso della vita, la delusione, il fallimento delle relazioni familiari e l'insoddisfazione che ne deriva, l'educazione in famiglia, la solitudine, la rabbia, la difficoltà di esprimere l'amore con le persone care e di comunicare, il desiderio di tenerezza, gli amori che distruggono e da evitare, la scelta di essere diversi, la redenzione del proprio destino. La differenza tra pseudo amori che intossicano e relazioni che portano vita e costruiscono.

Sono stato molto contento di averlo visto. E lo stesso le persone con cui abbiamo condiviso la visione.

Brado - A volte questo padre riesce a comunicare l'enorme stima che ha per il figlio  nonostante i grandi limiti caratteriali.

Oggi, il giorno dopo, lasciate depositare un pò le emozioni, l'ho trovato ancora più interessante e istruttivo.

E' la prima volta che vedo messo a tema un certo tipo di rapporto sentimentale tossico. Che non fa parte della filmografia a cui siamo abituati, almeno io. Il tipo di rapporto in cui lei si avvicina all'uomo, lo seduce, lo convince a stare insieme e poi lo lascia improvvisamente e senza un motivo. Lo lascia nel vuoto, nell'abisso del dolore. Poi inattesamente ritorna dopo mesi, ricompare. Lo seduce nuovamente per poi Risparire. E così via. Fino a che non è l'uomo che interrompe questo ciclo distruttivo. Essere consapevoli che esistono questi tipi di rapporti e che ci si può trovare coinvolti è un buon antidoto per evitarli o per cercare di uscirne il prima possibile. Quindi da questo punto di vista ha un merito formativo. Nella formazione umana e sentimentale è indispensabile conoscere le cose da evitare per soffrire il meno possibile. 

Bravo Kim Rossi Stuart. Bravi gli altri attori. 

Brado - La speranza di riuscire insieme a raggiungere un obiettivo condiviso

Una meta importante per ogni vita che cerca di riscattarsi è il riuscire a dire di no a tutto quello che non ci fa bene. In cui cerchiamo una felicità che non potremo trovare. Tutto ciò che non realizza quello che sembra promettere. E' un grande traguardo e una grande saggezza di vita. A volte questo comporta scelte dolorose, ma indispensabili per poter essere sereni.

Brado - Chiedersi il senso di ogni relazione e valutare quanto sia salutare o no. 

La speranza di una vita diversa. Di un obiettivo raggiungibile nella difficoltà. Una luce di possibile scambio di amore in un buio di non comunicabilità e di limiti nelle relazioni familiari. 

Brado - Relazioni di amore in cui le persone autenticamente si confrontano e crescono 

La possibilità di interrompere il circolo vizioso di un tipo di amore fallimentare che porta solo a sofferenza e frustrazione e la forza di allontanarsi da questo per aprirsi a nuove possibilità di affrontare la vita affettiva e sentimentale. 

Brado - Padre e figlio

L'amore comunicato ed espresso e vissuto in un abbraccio tra padre e figlio. Spesso non ci si riesce. Spesso è una meta sfiorata al termine di un lungo percorso e apprendistato. A volte è un dono vissuto per anni. In ogni caso è un bisogno profondo scritto nel cuore dell'essere umano. Un bisogno che in qualche caso è soddisfatto. Il tema è fondamentale. 

Brado - Scene dal backstage che permettono di sentirsi sul set del film curiosando sulle tecniche di ripresa delle scene girate

Dopo aver visto il film consiglio di vedere anche questo backstage che è stato girato e pubblicato su YouTube ( clicca sul link: https://www.youtube.com/watch?v=_Yl59doAK3g) in cui si apprezza la tecnica utilizzata per girare le scene, oltre che il doppio ruolo di Kim Rossi Stuart nella doppia veste di regista e di attore. 

Bello e utile vedere come Kim Rossi Stuart si è dovuto destreggiare fra il suo ruolo di attore e di regista. Ho trovato molto interessante come si è relazionato con il giovane attore. Come lo ha motivato. Un rapporto difficile fra regista attore esperto e il giovane attore, quasi come quello fra il padre e il figlio della storia. Bello vederlo in atto nel backstage. 

Backstage del film - Uno spaccato bellissimo sul set che consiglio di vedere perché mostra come Kim ha lavorato con il giovane attore.


2023, 7 febbraio - Teatro Cinema Don Bosco - Film "Brado".
(Nella foto manca una cara persona amica che ha preferito non farsi fotografare)
 
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lunedì 29 luglio 2019

Intelligenza emotiva - Cosa sono le emozioni

FILM: La leggenda del pianista sull'oceano - 1998 - Giuseppe Tornatore
LIBRO: Intelligenza emotiva - Daniel Goleman - BUR Saggi, 1996 - Pag. 334 - Appendice A







FILM: La leggenda del pianista sull'oceano - 1998 - Giuseppe Tornatore
...Questa scena mi ispira a parlare, per quel poco che sto imparando, delle emozioni. Cosa sono le emozioni e quante sono quelle principali? Molto delle emozioni ce lo insegna la vita. Un pò lo si può imparare in appositi corsi di studio, o magari laboratori come quello di Luce che ho seguito quest'anno. Si tratta di un laboratorio pratico che è veramente fatto bene e che per mezzo di "esercizi pratici" fatti in piccoli gruppi tematizza vari concetti espressi nel famoso libro di Daniel Goleman Intelligenza emotiva. Irene mi ha regalato questo libro tanti anni fa e io lo sto aprendo solamente ora. Questo in fondo attesa che regalare libri utili è un'investimento a lunga scadenza che prima o poi porta frutto.
Le emozioni principali, base per così dire, sarebbero 8, inizio con la sesta. Lascio la parola al libro.
LIBRO: Intelligenza emotiva - Daniel Goleman - BUR Saggi, 1996 - Pag. 334 - Appendice A
-SOPRESA: shock, stupore, meraviglia, trasecolamento.
"Che cosa è un emozione?
...L'argomento a favore dell'esistenza di un gruppo di emozioni fondamentali dipende, entro certi limiti, dalla scoperta di Paul Ekman, della University California di San Francisco, che le espressioni facciali specifiche per quattro di esse ( paura, collera, tristezza, gioia) sono riconosciute in ogni culture del mondo, compresi popoli analfabeti che presumibilmente non sono influenzati dal cinema o dalla televisione. Ciò suggerisce l'universalità di queste emozioni. Ekman ha mostrasto fotografie che ritrevano con precisione tecnica colti esprimenti le quattro emozioni fondamentali a persone di culture lontanissime dalla nostra ccome i Fore della Nuova Guinea - una tribù isolata che vive in lontani altipiani ed è rimasta all'età della pietra - e ha constatato che dovunque la gente riconosceva le stesse emozioni fondamentali. Questa universailità delle espressioni facciali dell'emozione fu probabilmente notata per primo da Darwin, che la giudicò una prova del fatto che le forze evolutive avevano impresso questi segnali nel nostro sistema nervoso centrale..."

sabato 16 aprile 2011

Habemus papam - Un commedia leggera da prendere con senso dell'umorismo e capacità critica

( NOTA: Leggete questa pagina solamente se avete visto il film. Non svelo tutta la trama, ma potrei bruciarvi qualche sorpresa...)

"Habemus papam" è l'ultimo film di Nanni Moretti uscito nelle sale ieri.  Il film come ho avuto modo di vedere leggendo i giornali divide il mondo della critica e innesca polemiche con posizioni spesso dettate più da uno schieramento ideologico che da un'analisi oggettiva dei fatti narrati e del modo di raccontarli.

Il film a mio modo di vedere non è male, se considerato per quello che è, una commedia leggera, certo da non prendere sul serio.

Una favola, a tratti surrele, che non ha alcuna possibilità di fornire una chiave di lettura della realtà della Chiesa e del suo messaggio.

La trama è questa: Viene fotografato il momento in cui i cardinali di tutto il mondo convergono a Roma per decidere chi di loro avrà il compito di diventare il successore di Pietro. Inizia il conclave che elegge il nuovo Papa. Dopo aver pronunciato il suo "Accetto" il neo Papa entra in crisi. Ritarda quindi il momento della benedizione apostolica e del saluto alla folla riunita in piazza San Pietro.

 Inizia un percorso di psicoanalisi che lo porterà poi a prendere una decisione in merito al ruolo appena assunto ( non  svelo ulteriori dettagli per chi ancora non ha visto il film).

Il film è fatto sicuramente bene. Belle le ricostruzioni con le scene girate a Palazzo Farnese e Castel Sant Angelo e le scene della votazione del conclave in una Cappella Sistina ricostruita di tutto punto negli Studios di Cinecittà.


L'attore, Michel Piccoli è straodinario e all'età di  85 anni porta avanti il suo ruolo con fantastica eleganza. In questo incarnando un messaggio profondamente cristiano e tanto caro a Wojtyla e ben riassunto nelle parole del salmo 92:" Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi"

E a proposito di Salmi, Moretti in fonto abbraccia una profonda verità: questi 150 salmi contenuti nella Bibbia, come lui stesso fa dire allo psicoanalista, bene rappresentano i sentimenti dell'uomo e varrebbe la pena quindi consoscerli e approfondirli. Magari in un'edizione migliore di quella usata per la sceneggiatura del film. Consiglio  umilmente al regista il testo della Bibbia di Gerusalemme.


 Alcuni messaggi sicuramente non sono condivisibili.

Quello per esempio di una Chiesa che non dialoga con la scienza.

Di effetto sicuramente il quadretto del cardinale che impedirebbe di psicoanalizzare il Papa riducendo a pochissime e sicuramente non sufficienti le domande che lo psicoanalista potrebbe rivolgere al santo Padre, ma il messaggio che invia è decisamente poco credibile.
Nanni Moretti su questo non convince chi come me, e sono tanti fra credenti, operatori sanitari, medici, psichiatri, psicologi, laci, preti suore, persone consacrate di vita religiosa, sa che la fede può e deve dialogare con la scienza e che  l'incontro fra queste due realtà ha caratterizzato il dibattito teologico scientifico degli ultimi anni ed è stato il tema di alcune delle encicliche dei recenti pontefici.

Non solo, ma anche la scelta vocazionale dei singoli credenti, spesso si avvale, se ben gestita, anche dell'ausilio di queste scienze umane illuminate dalla prospettiva della fede che ne dilata l'orizzonte.

Aggiungerei, che la preghiera e la meditazione sul Vangelo di Gesù, spesso altro non sono che un modo per riflettere sulla propria vita, un'analisi di quello che si è e di quello a cui si vuole tendere  e  certamente anche uno studio  delle dinamiche relazionali che viviamo ogni giorno. Gesù in fondo è stato un profondo conoscitore  e medico della psiche umana.
Le due realta quindi, scienza e fede, non sono antitetiche, ma possono camminare insieme.

Surreale e anche in parte simpatico e ben presentato, anche se chiaramente lontanissimo dalla realta, il fatto che il portavoce vaticano, presentato come il  regista di tutto il processo di crisi, riesca a nascondere ai cardinali, il fatto che per tre giorni, il Papa ha abbandonato gli appartamenti vaticani per ritrovare in parte la sua perduta tranquillità, mentre una guardia svizzera compiacente provvede a simularne la presenza nell'appartamento papale.

I cardinali vengono presentati nelle loro debolezze più umane: sono tutti intenti a pregare per non essere eletti, assumono psicofarmaci per dormire e ognuno di loro ha quelle umane fragilità che spesso abbiamo visto nei nostri nonni anziani.

 Bello il quadro del cronista vaticano che pone domande idiote in momenti non opportuni. Quanto rappresenta bene la superficialità e la non preparazione di molti inviati. Purtroppo.

Una cosa che mi ha colpito, andando al cinema, sono state le risate del pubblico in momenti in cui secondo me, non c'era da ridere. Il film certamente comunica dei messaggi, condivisibili o meno, e ha in qualche modo il potere di fare da specchio alle opinioni di chi lo vede. E' interessante in quanto fa emergere degli stereotipi, come appunto quello per cui la fede cristiana non può andare d'accordo con la scienza, che appartengono putroppo ad una parte dell'opinione pubblica, anche se  chi conosce la Chiesa, sa che sono del tutto infondati.

Nanni Moretti riserva anche una piccola critica alla psicoanalista di questo film, e quindi alla psicoanalisi, con la sua pretesa di leggere tutti i conflitti psicologigi alla luce del "Complesso di mancanza di accudimento materno infantile". E' vero. La psicoanalisi spesso da sola non basta. E la differenza in certe situazioni la fa la fede a cui, nell'ottica cristiana, la psicoanalisi fa da apripista.

Uno spunto interessante per esempio è quando il papa in borghese ascolta l'omelia di un giovane prete in una chiesa di Roma. Si sorride pensando che qualcosa del genere possa anche essere capitato al nostro amato Karol Wojtyla. 

Non è un film da demonizzare, come ho letto, ma certo è un film da comprendere e da vedere con spirito critico. In questo senso non  sono d'accordo con le dichiarazioni attribuite al  vescovo di Alghero. Bisogna confidare anche nella capacità del popolo cristiano di saper leggere la realtà e giudicare se corrisponde o meno al vero  il modo di rappresantarla. Anche se mi rendo conto che questa capacità all'interno della categoria del "cristiano cattolico medio" si vada perdendo e che non tutti abbiano gli strumenti culturali per compiere questo tipo di operazione.

Il film è un film da prendere per quello che è. Una commedia leggera che, come dice Andrea Tornielli nella sua recensione, non va presa sul serio come, in questo caso, il suo regista.

lunedì 17 gennaio 2011

Uomini di Dio

Uomini di Dio ( Des Hommes et des dieux ).  Regia di Xavier Beauvois.
Con:
Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Sacrina Ouazani, Philippa Laudenbach, Jacques Herlim Xavier Maly, Jean-Marie Frin. Francia, 2010


La notte tra il 26 e il 27 dicembre  sette monaci trappisti del monastero di Tibéherine, in Algeria, vengono rapiti. Il 21 maggio il Gruppo Islamico Armato ( GIA) rivendica la loro esecuzione. Il 30 maggio le loro teste, prive dei corpi, che non saranno più rintracciati, vengono fatte trovare vicino al convento. Questa è la cronaca di questa vicenda ora tradotta anche in pellicola cinematografica.

Il film è stupendo. Lento e magnifico. Semplice quanto geniale.
Descrive l'incanto di alcune vite donate. Descrive i dubbi, le paure, i turbamenti, il coraggio, la speranza, l'affabilità, l'amicizia, la regalità di questi uomini animati dalla fede in Dio e dalla fiducia nell'uomo. Raro trovare un film fatto così bene e che renda visibile, in maniera così adeguata, una realtà spesso difficile da raccontare. La realtà della fede e dei suoi risvolti nascosti, spesso ineffabili, difficilmente definibili.

 
Gli otto monaci nella ricostruzione della storica foto


La vera foto scattata a Tibéherine ai monaci


 
La cucina del convento, ora abitato da un sacerdote e da una suora

La scala attraverso la quale i rapitori durante la notte raggiunsero le stanze dei monaci poste al piano superiore


sabato 23 gennaio 2010

22 gennaio 2010 - "L'isola" di Pavel Longuine

Rompo il mio lungo silenzio dovuto agli impegni di lavoro.
Non ne avevo mai sentito parlare, ma quando mi è stato proposto con entusiasmo con le parole "E' un film bellissimo!" ne ho comprato una copia. Era vero è un film fantastico. Dopo che ne hai visto dieci minuti ti incatena fino alla fine. Spero di poterlo vedere presto insieme ai miei amici. Ne ho comprata subito un'altra copia da regalare. Vedetelo e se mi conoscete chiamatemi e organizziamo una serata in cui lo vediamo insieme.
Veramente bello. Ti lascia un senso di grande serenità. Non dico più niente. Vediamolo insieme.


IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003