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giovedì 13 ottobre 2022

Diario - 13/10/2022 - Sogno: papà io e Massimo

Questa notte sogno papà.
Siamo io e lui nello spiazzo dell'incrocio fra via della Tenuta di Torrenova e Via di Tor Vergata. Siamo vicini alla sua macchina, la panda grigia. E' una giornata di ottobre, una di quelle soleggiate e accompagnate da una brezza fresca. Una giornata limpida.
Parliamo io e papà e andiamo insieme da Massimo, il nostro giornalaio di fiducia, nonché un amico. In realtà nel sogno la sua edicola è posta dove adesso c'è una agenzia turistica. Io mi avvicino insieme a papà e Massimo mi restituisce una mia polo marrone-nera. Parliamo un pochino con papà e Massimo di questa polo perché io non la riconosco inizialmente come mia maglietta. Alla fine però la prendo. E insieme a papà torniamo verso la macchina che è parcheggiata a 50 metri.
Per chi conosce la zona la macchina è parcheggiata su via della Tenuta di Torrenova. Venendo dal Policlinico PTV sul lato sinistro, due tre metri prima dell'incrocio con via della Tenuta di Torrenova, con il muso in direzione di Via Casilina.
Io ho accanto papà che è vestito con una camicia e una di quelle giacche leggere che si mettono quando inizia a mutare il tempo estivo e ad avvicinarsi l'autunno con i suoi mattini più freschi.
Papà è accanto a me, io sono alla sua destra e insieme, cerchiamo di mettere la maglia presa da Massimo nel baule e stiamo davanti al baule aperto.
Io nel sogno ho vissuto proprio la sensazione di essere accanto a papà come quando era vivo. Lo sentivo proprio normalmente accanto a me. Come sempre è stato. La stessa sensazione.
A quel punto dentro di me accade qualcosa. Nel sogno divento consapevole che era morta mamma e che io e papà ci stavamo relazionando normalmente, ma mamma era morta da un pò di tempo. Praticamente una cosa simile, al contrario, rispetto a quello che è veramente accaduto nella vita vera: ovvero che papà è morto e mamma e fra noi. No. Nel sogno il contrario: mamma era morta e papà era vivo.
Però questa cosa improvvisamente nel sogno mi sembrava strana. Perché improvvisamente mi sono reso conto che anche papà era stato ammalato e poi era morto.
Allora improvvisamente nel sogno mi sono reso conto che qualcosa non tornava. Mi sono girato e ho detto a papà (un pò come faceva lui quando c'era qualcosa che non gli tornava): "Scusa papà, ma io mi ricordo che tu sei morto?".
Poi nel sogno mi sono spostato di pochi metri, sempre con papà vicino che mi sorrideva normalmente. Accanto c'era l'edicola di Massimo, che in questa parte del sogno era posta a pochi metri dalla macchina, dove c'era l'edicola del vecchio edicolante Remo. L'edicola era lì dove è sempre stata fino a che l'hanno rimossa, con dentro però Massimo il nostro attuale edicolante e caro amico e non Remo.
Mi rivolgo a Massimo e gli dico: "Massimo scusa, ma se papà è morto, io con chi sto parlando?" guardando papà e guardando Massimo.
E poi nel sogno scoppio a piangere.

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domenica 21 agosto 2022

Diario - 21/08/2022 - Sogno: papà in sala da pranzo

 Questa mattina, poco fa, un nuovo sogno su papà. Era una mattina normale. Ero a casa di mia mamma e di mio papà. Precisamente nella sala da pranzo. Papà era davanti a me. Vivo e vitale come al solito. Sorridente, come al solito. Era in piedi davanti alla finestra della sala da pranzo e sorridendo ci guardava e parlava con i presenti. In realtà oltre lui non ho visto altre persone nella stanza. Era proprio felice, come spesso la mattina. Tanto che a pensarci bene, spesso avere accanto una persona così felice mi procurava un senso quasi di incomprensione, se non, raramente, anche di fastidio, soprattutto appena sveglio la mattina. 

Insomma era così vivo, così contento, così papà, lasciatemelo scrivere, che sono andato in confusione. Nel sogno infatti non capivo più se papà era vivo o era morto. Ho proprio provato questo stato di confusione interiore in cui non ho avuto chiaro se papà fosse vivo o fosse morto. 

A volte ho questa confusione nella realtà. Sono piccoli microsecondi, un tempo infinitesimamente piccolo, in cui mi chiedo: "Ma è vero? Papà è morto?". Questo mi accade. Poi immediatamente un parte della mia mente risponde alla parte un pò confusa: "Si Andrea è morto, ricordi? C'è stata la malattia, il funerale. E' morto". E' accaduto pure nel sogno, ma nel sogno, io avevo papà vivo e sorridente davanti e non riuscivo più a capire niente. Io lo vedevo vivo. Per cui per me la verità era in quel momento quella che vedevo: era vivo e felice.

Poi, a pochi metri da dove ero prima, e con precisione affacciato sul terrazzo di casa di papà e mamma, l'ho visto nuotare nel cielo come fanno i sub o i nuotatori in piscina. A rana. Come se stesse sotto acqua. Ma era nel cielo. Nello spazio ora occupato dai campi di padle. In realtà c'erano ancora dei montarozzi di terra, come molti anni fa. Lui scendeva dai venti ai cinque metri di altezza nel cielo disegnando una discesa graduale con un angolo di 30° gradi con la linea di terra e si faceva un bel pezzo, volando nel cielo come se stesse nuotando sotto acqua. 

Poi sotto il terrazzo è passato un tipo vestito da alpinista, come quando io vado ad arrampicare, con tanto di zaino. Diceva che era vestito così perché serviva. E mi sono accorto poco dopo che era uno di quegli operai che fanno edilizia ad alta quota, e che stava lavorando al nostro palazzo.

Qualche istante dopo mi sono trovato dentro uno di quei bidoncini, che le macchine gru fanno arrivare agli ultimi piani dei palazzi e da cui questi possono lavorare alle rifiniture delle pareti dei palazzi in alta quota.

Mi sono svegliato contento. Provavo gioia, serenità. Come quando nella vita, e mi è capitato quasi sempre, incontravo papà contento e felice. Capitava spesso perché era quasi sempre di questo umore.  



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