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mercoledì 13 maggio 2020
lunedì 11 maggio 2020
sabato 25 aprile 2020
Mauro Scardovelli - Intervista a Giovanni Allevi - Il ritorno all'unicità di ognuno di noi
"Ecco. Hai parlato di giovani. Oggi i giovani si trovano in una delle epoche più difficili che si conoscano. Perché a livello planetario è diventato questo pensiero. Un pensiero unico, economista. E quindi significa che un giovane non ha ricevuto nemmeno un briciolo dell'educazione che serve per poter svolgere una critica al mondo esterno che non sia una esternazione di rabbia allo stato grezzo, ma che sia la comprensione di cosa succede fuori e quindi la comprensione anche di cosa succede nel proprio mondo interno. Ma per fare questo i giovani hanno bisogno di guide, hanno bisogno di persone più grandi. Noi non è che a venti anni abbiamo sviluppato pienamente la personalità. Non è così. Ci si arriva passo a passo, facendo errori. Soprattutto in una società che ti insegna l'opposto, di quello che dovresti fare. Una società sana dovrebbe essere quella comunitaria dove ognuno è incoraggiato, sostenuto a capire quali sono i suoi veri talenti, le sue aspirazioni che così potrà dare il meglio di sé. Perché il bene di ogni persona è il bene di tutta la comunità che si arricchisce dal fatto che ognuno di noi si realizza. Altrimenti è una falsa comunità. E' una società, nei termini di Gandhi sarebbe una ... society, una società infame, una società falsa, in cui sembra che siamo una comunità, ma siamo in realtà delle entità isolate in lotta le une con le altre e, ovviamente, al nostro interno. Cioè dal punto di vista psicologico quello che vedo più grave è proprio la distruzione della psiche. Che non c'è più un Io unitario, collegato con l'anima, che sia in grado di ascoltare, riconoscere, sostenere e incoraggiare le voci delle parti piccole, le voci della parti emotive. No basta, queste si mettono sotto il tappeto. E bisogna tirare fuori i muscoli, bisogna essere forti, è tutto falso questo. Credo che oggi c'è molto bisogno di persone che parlino una nuova lingua. Una lingua che non è quella dei numeri, quella del successo, queste robe qua. Loro parlano che questo è un nuovo mondo. Questo è un mondo visto e rivisto. E' un mondo che sta finendo. Per questo parliamo di un mondo nuovo. Tu spessissimo usi il termine bellezza. La bellezza è il simbolo centrale di questo"
domenica 19 aprile 2020
Massimo Recalcati - Intervista fatta da Monica Mondo
"...Il perdono è un lavoro atroce per l'essere umano. Solo Gesù perdona dalla croce chi lo uccide, ma l'essere umano ha bisogno di tempo per perdonare. Di tempo di dolore. Non è possibile perdonare in tempi giornalistici. Il perdono nella vita umana esige tempo. Assomiglia un pò al lavoro del lutto. Quando noi perdiamo una persona cara abbiamo necessità di tempo per elaborare questo dolore. Ma io dico anche laicamente che il perdono è la sola esperienza per un essere umano che ci permette di toccare qualcosa della Resurrezione. Perché nel perdono noi facciamo esperienza di qualcosa che è morto, per esempio un amore, un amore tradito, qualcosa che è morto e che grazie al perdono ritorna in vita. Noi diamo la chance di un ricominciamento assoluto...". E altri temi...
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sabato 28 marzo 2020
John Bowlby - La teoria dell'attaccamento
Possiamo renderci consapevoli dello stile di attaccamento che abbiamo, non lo possiamo cambiare, possiamo fare le esperienze emotive correttive in età adulta, risperimentare la fiducia verso le persone, se ne abbiamo bisogno, con percorsi di psicoterapia e formare modelli operativi interni più funzionali della persona.
Alcuni fattori di rischio come di protezione sono legate a specifiche tappe del ciclo di vita della persona. Le rappresentazioni mentali sono i modi attraverso cui noi esperiamo la realtà intorno a noi. Noi possiamo prendere consapevolezza del nostro stile di attaccamento e poi lavorarci in età adulta attraverso altri strumenti.
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IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003