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domenica 18 febbraio 2024

2020, 24 maggio - Libri di Valerio Albisetti

Una delle cose buone di Facebook, a fronte di tanti aspetti per me meno positivi, è la possibilità di fare entrare in contatto persone che difficilmente potrebbero incontrarsi o scambiarsi due parole. Nel maggio del 2020 fui accolto nel gruppo di FB degli amici dello psicoanalista e scrittore Valerio Albisetti. E scrissi queste righe che metto qui sotto. 

Ho 42 anni. Ho letto per la prima volta un libro di Valerio Albisetti quando ne avevo 20. La ragazza che avrei desiderato come compagna di vita aveva scelto un’altra persona. Nel travaglio interiore, cercando nelle librerie, mi ero imbattuto in piccoli opuscoli di Valerio: " Il dialogo può salvare l'amore?" o un altro “ Quando l’orgoglio rovina tutto”. Per lenire il dolore che provavo per questa situazione affettiva mi ero molto legato ad un ragazzo che conoscevo da anni e che nel giro di due anni è divenuto il più caro amico poco prima di morire improvvisamente ed inaspettatamente. Queste vicende, terribili e dolorose, hanno rappresentato un enorme sprone a continuare la mia ricerca personale di senso, la mia via alla pienezza, la mia personale via di diventare ciò a cui Dio mi ha destinato. "Diventa ciò che sei" uno dei primi libri di Valerio che ho acquistato, era circa il 1998, mi ha accompagnato per tutti questi anni, nell'eroico viaggio della vita, viaggio di senso, viaggio di consapevolezza, viaggio di fede, viaggio di scoperta. E insieme a quel libro, che ancora a volte rileggo, ne ho letti, studiati, meditati tanti altri di Valerio. Oggi sono grato di avere la possibilità di fare parte di questo gruppo, mi sento in qualche modo a casa. Sento anche il desiderio di raccogliere il testimone di tanta ricchezza e la responsabilità di trasmetterla ai più giovani. Agli altri. A chi è pronto per iniziare il suo viaggio. Per questo sto cercando di formarmi. Mi ritengo, forse erroneamente, ma forse è una delle intuizioni giuste della mia vita, uno di quegli allievi che possono iniziare ad aiutare gli allievi più giovani, o anche meno giovani, continuando però a crescere e ad imparare nel viaggio che mi sta davanti per diventare costruttore di senso. 
Grazie Valerio.

2020, 24 maggio - I libri di Valerio Albisetti nella mia libreria.


domenica 31 maggio 2020

Valerio Albisetti - Ho stima di me - Paoline 2013

LIBRO: Valerio Albisetti - Ho stima di me - Paoline 2013
"Ognuno di noi ha un proprio viaggio personale percorso, quello che io chiamo "il viaggio", all'interno del quale è assolutamente protagonista, se possiede il coraggio di guardarsi dentro, prendendosi la responsabilità del bene e del male che vi trova.
Ciò non è possibile se rimaniamo chiusi nel nostro io per i motivi più diversi:
  • per paura
  • per ricerca di potere
  • per ricerca di successo
  • per rivestire ruoli prestabiliti
  • per seguire regole meramente formali
  • per evitare la sofferenza.
La via da seguire attraverso il corpo, la psiche, lo spirito. Adopera più l'immaginazione che la creatività, che la logica e la razionalità.
Non pretende di capire sempre, di controllare tutto, ma onora il mistero.
Chi segue questa via intuisce di appartenere a qualcosa di più grande, che supera la sua individualità.
Quando comincia il percorso?
La ricerca vera del motivo profondo per cui siamo venuti su questa terra, in genere comincia quando:
si sente che si sta per morire psicologicamente,
si è stanchi della vita che si conduce,
si sente di stare per perdere ciò per cui si è lottato tanto, si perdono persone care,
si viene lasciati da persone che amiamo,
ci si accorge di aver sbagliato tutto,
si comprende che la vita che si conduce non ha senso.
Il percorso ha inizio dentro la storia della propria vita, dove si impara a vedere il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il male e il bene.
Poi può sempre essere per un abbandono, per un rifiuto, per una delusione, per un insuccesso, per una malattia, si deve cadere.
Il nostro viaggio continuerà o si fermerà secondo il modo in cui viviamo la caduta. Se ci identificheremo con essa ci fermeremo.
Se al contrario, la vivremo come un'occasione per capire meglio chi siamo, e che apparteniamo a qualcosa di più grande, allora andremo avanti nel viaggio.
La caduta dunque è necessaria.
Per apprendere.
Per sentirsi sempre umili.
Insegna a non rimanere dentro i problemi, le paure, ma ad attraversarle.
Per me, questa società occidentale sta morendo perché evita la casucce, né insegna a cadere.
Mi piacerebbe, infatti, che ad un certo punto dell'esistenza si potesse cambiare nome.
Mi piace pensare che il nome corrisponda all'essenza della persona.
Cambiare nome significa allora assumere una nuova identità.
Bisogna andare oltre le ferite ricevute, smascherare le nostra parti false, ambigue, nevrotiche, uscire dagli schemi mentali assunti per difesa, per paura, per orgoglio, allargare mente, pulire il cuore, riprendere la dignità di creature divine.
Non dobbiamo temere un'esistenza piena.
Solo vivendo, affrontando ciò che ci capita come viaggiatori dello spirito, la nostra esistenza diverrà fonte di godimento, di ammirazione, di senso..."

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003