Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post

giovedì 13 febbraio 2020

Francesco De Gregori - Cose


COSE

È come il giorno che cammina, come la notte che si avvicina, come due occhi che stanno a guardare, da dietro una tenda e non si fanno notare. È come un albero nel deserto, come un trucco non ancora scoperto, come una cosa che era meglio non fare, come il cadavere di una stella, sulla schiuma del mare. È fulmine, è grandine, è polvere, è siccità, acqua che rompe l'argine e lascia una riga nera, al primo piano della città. C'è qualcuno che bussa, baby, aspettavi qualcuno? Hai guardato di fuori, baby? E non ho visto nessuno. C'è qualcuno che bussa, baby, e muove la coda, c'è qualcosa che passa in questa stanza vuota. Come una sagoma sul pavimento, come sabbia sotto il cemento, come una magra malattia, come il passato, in una fotografia. Come una terra che diventa straniera, come un mattino che diventa sera, sera di un giorno di festa, che diventa tempesta. Come un lungo saluto, come un sorriso che dura un minuto, come uno squarcio buttato al futuro, come un'occhiata, al di là del muro. È venuto qualcuno, baby, che non si è presentato. È venuto lo stesso, baby, ma non era invitato. È venuto qualcuno, baby, che ci guarda e sta zitto, e c'è qualcosa che cambia sotto questo soffitto. È come un giorno che cammina, anzi è come la notte che si trascina, come una nuvola sulla coscienza, come l'apocalisse, in un racconto di fantascienza. Come dal nocciolo di un'esplosione, come dal chiuso di una nazione, come dal coro di una cattedrale o dalla tana di un animale. Come dal buco di una chiave, come dal ponte di un'astronave, come io e te che stiamo a guardare tutte queste cose, passare. C'è qualcuno che bussa, baby, aspettavi qualcuno? Ho guardato nel buio, baby, e non ho visto nessuno. Troppe volte zero, baby, non vuol dire uno, c'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo.

martedì 14 gennaio 2020

Antonio Vivaldi - Concerto in re minore 128 per archi. Tre tempi

Antonio Vivaldi, concerto in re minore 128 per archi. Tre tempi.
Allegro – Largo – Allegro.


giovedì 12 settembre 2019

Nicolò Fabi - Io sono l'altro


Io sono l'altro. L'altro è me. A volte basterebbe poco per capire o ricordare che siamo fatti della stessa materia, che viviamo le stesse emozioni, che affrontiamo le stesse giornate. Forse se ne fossimo veramente consapevoli qualcosa sarebbe diverso fra noi?
"Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso vacci a fare un giro e poi mi dici...



lunedì 1 dicembre 2014

Elisa - A modo tuo



Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere

Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po' più via da me

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai

sempre a modo tuo

Si resta a disposizione per l'immediata rimozione del testo qualora richiesto
dagli aventi diritto.

sabato 22 novembre 2014

Lead me, Kindly light - John Henry Newman


Pubblichiamo il video di una interpretazione della versione musicata da Maeve Heaney  su un testo di John Enry Newman, scritto  il 16 giugno 1833.
Riportiamo il testo della versione musicata e a seguire il testo completo e una traduzione in italiano tratto dal sito "Gli Scritti".



Lead, kindly Light,
lead thou me on!
The night is dark,
and I am far from home;

Lead, Kindly Light,
amidst th'encircling gloom,
The night is dark,
Lead Thou me on!

I loved that day,
and, spite of fears,
pride ruled my will:
remember not past years!

Thy power hath
blest me
Till the night is gone,
sure it will lead me on.

Lead, Kindly Light,
lead thou me on!
the night is dark,
and I am far from home;

Lead, Kindly Light,
amidst th'encircling gloom,
the night is dark,
lovely lead Thou me on!

Keep Thou my feet;
I do not ask to see
the distant scene;
one step enough for me.

And with the morn those
angel faces smile,
Which I have loved
long since, and lost awhile!

Lead, Kindly light,
lead thou me on!
the night is dark,
and I am far from home;

Lead, Kindly Light,
amidst th'encircling gloom,
the night is dark,
Lead me Thou me on!



Testo completo dello scritto:

Lead, Kindly Light, amidst th'encircling gloom,
Lead Thou me on!
The night is dark, and I am far from home,
Lead Thou me on!
Keep Thou my feet; I do not ask to see
The distant scene; one step enough for me.
I was not ever thus, nor prayed that Thou
Shouldst lead me on;
I loved to choose and see my path; but now
Lead Thou me on!
I loved the garish day, and, spite of fears,
Pride ruled my will. Remember not past years!
So long Thy power hath blest me, sure it still
Will lead me on.
O'er moor and fen, o'er crag and torrent, till
The night is gone,
And with the morn those angel faces smile,
Which I have loved long since, and lost awhile!
Meantime, along the narrow rugged path,
Thyself hast trod,
Lead, Saviour, lead me home in childlike faith,
Home to my God.
To rest forever after earthly strife
In the calm light of everlasting life.


Traduzione in italiano:
Guidami Tu, Luce gentile,

attraverso il buio che mi circonda,

sii Tu a condurmi!

La notte è oscura e sono lontano da casa,

sii Tu a condurmi!

Sostieni i miei piedi vacillanti:

io non chiedo di vedere
 ciò che mi attende all’orizzonte,

un passo solo mi sarà sufficiente.

Non mi sono mai sentito come mi sento ora,

né ho pregato che fossi Tu a condurmi.

Amavo scegliere e scrutare il mio cammino;

ma ora sii Tu a condurmi!

Amavo il giorno abbagliante,
e malgrado la paura,

il mio cuore era schiavo dell’orgoglio;

non ricordare gli anni ormai passati.

Così a lungo la tua forza mi ha benedetto,

e certo mi condurrà ancora,

landa dopo landa,
palude dopo palude,

oltre rupi e torrenti,
finché la notte scemerà;

e con l’apparire del mattino

rivedrò il sorriso di quei volti angelici

che da tanto tempo amo

e per poco avevo perduto.

Questa traduzione è stata tratta dal sito "Gli Scritti"
(link alla pagina de "Gli Scritti")


Si resta a disposizione per l’immediata rimozione dei testi
qualora richiesto dagli aventi diritto.

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003