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domenica 27 dicembre 2020

Fabio Rosini - L'arte di ricominciare - Doni di cui non abbiamo coscienza


2019, 26 dicembre- Roma, Via della Conciliazione

Un dono di cui non avevamo coscienza

Questa foto è stata scattata un anno fa, il 26 dicembre 2019, pochi mesi prima del lockdown. Si camminava per strada senza obbligo di distanziamento, senza mascherina. Potevamo farlo. Era un dono. Non lo sapevamo. Lo davamo per scontato. Per dato. Non è così. Qualche mese dopo non ci è stato più possibile.

Mi viene da chiedermi: quante cose oggi, un anno dopo, do/diamo per scontate nella nostra vita?
La presenza di quante e quali persone? Di quanti amici? Genitori? Colleghi? Insegnanti? O quali cose diamo per scontate oggi? Quali opportunità? Quali condizioni di salute? Quali possibilità di parlare con le persone? Quali occasioni di aiutare le persone? Di riappacificarsi con le persone?

Un'amica di FB, che non conosco quasi per niente, mi ha scritto in privato dicendomi che era stata invogliata dai miei post a leggere il libro sotto citato e che la stava aiutando. Grazie amica di FB quasi sconosciuta che mi hai dato un feedback fondamentale, perché mi incoraggi a continuare a condividere con chi vuole i pezzi di libri che ho trovato e trovo e troverò utili per la mia crescita.
La foto pubblicata la associo a questo pezzo di libro che trovate sotto a cui do questo titolo:
COSA C'E' NELLA MIA VITA.

LIBRO - FABIO ROSINI, L'arte di ricominciare, 2018 Edizioni San Paolo, Pag. 203

"Ho letto un breve libro scritto da un uomo, Carlo Marongiu [ C. Marongiu, Pensieri di uno spaventapasseri, libro edito dall'autore. Per richieder il volume occorre scrivere a Carlo Marongiu, viale Emilio Lussu, 13, 09070 Narbolia ( OR)], affetto dalla stessa malattia [ la famigerata SLA]. Scritto con la macchina che legge il movimento degli occhi. Si chiama "Pensieri di uno spaventapasseri". Oltre che incredibilmente profondo, fa spesso sorridere, anche per la divertente ironia che sfodera. C'è qualcosa di grandioso in quel libro. E' la storia di un uomo che cerca ciò che c'è e lo trova. E' passato al Regno dei Cieli nel 2008, c'era una folla al suo funerale. Parliamo di una persona che ha lasciato un'eredità di pace, di allegria e di amore alla vita.
C'è un mare di gente sana che di pace e allegria non ne sa niente. Eppure è piena di cose belle. 
Il primo assalto all'esercizio che faremo in questo giorno è quello di iniziare a guardare da cima a fondo la nostra vita, e dalla nascita ad oggi ripercorrere i doni. Tanti. Innumerevoli. Di tutti i tipi.
Naturali e soprannaturali.
Con calma, inizio a fare un elenco, da aggiornare costantemente, con in testa la scritta: cosa c'è nella mia vita.
Provare a dirlo, a rileggerlo, a confessarlo, ad ammetterlo. A parlarne con Dio. E se serve anche a chi abbiamo intorno. E iniziare a vedere quel che c'è.
Questo procura luce e innesca una consapevolezza che apre alla gratitudine. Torneremo più avanti su questo esercizio, ma è bello assai scoprire cosa c'è e dargli voce".

martedì 12 maggio 2020

Fabio Rosini - L'arte di ricominciare - La vita non la si seleziona, la si accoglie



2020, 12 maggio - LIBRO: L'arte di ricominciare - Fabio Rosini - Edizioni San Paolo - Pag. 199
" Il testo del quinto giorno detiene la soluzione. La vita è una decisione di Dio, e Lui la benedice. Non mi spetta la tortura di me medesimo per giustificare che ci sono, e quindi non mi compete di valutare il mio diritto a vivere, e ovviamente, neanche di valutare il diritto altrui a vivere. La vita non la si selezione. La si accoglie. Altrimenti inizia il delirio, appena accennato, che parte dai modelli hegeliani e dalle ipotesi passate per certe per aarrivare dritti dritti ad Auschwitz. Campi di concentramento esteriori, interiori, culturali, relazionali. All’occorrenza anche ecclesiali.
Tutti i conformismi sono rifiuto della realtà in nome di un modello. Tutte le ideologie sono abiura dello stato delle cose. Tutti i progetti, anche pastorali, navigano sul ciglio della violenza contro il fluire dei fatti".

venerdì 23 agosto 2019

L'arte di ricominciare - Esercizio 2: Elencare le priorità

Il testo è tratto dal libro come meglio specificato a piè di pagina. Si resta a disposizione alla immediata rimozione del testo da questo blog qualora richiesto dagli aventi diritto.


Se Dio ti ha messo in un posto nella vita, ti ha intrinsecamente consegnato tutto quello che quel posto implica.
Se ti ha dato un figlio, non è che sei padre-madre da una parte, e dall'altra vai decidendo se o quanto ti occuperai di un figlio. Se ti ha dato un cucciolo, ne derivano delle priorità che sono per se stesse la mappa della tua vita. Non si può avere un bimbo e non sveglio mai cambiato un  pannolino. Non ti va? E' così la vita: non scorre secondo i tuoi gusti, ma secondo se stessa, e se ti fai portare cresci e impari ad amare.
Quando sono diventato parroco ho dovuto accettare un radicale cambiamento delle mie priorità. E tante cose, in un istante, se le avessi tenute sarebbero state nella mia vita come un porchetta a Teheran. Fuori luogo.

E tanto utile elencare le priorità che derivano dall'accogliere la realtà. Ed è spesso una delle cose più efficaci, da tanta luce. Concretamente come si fa  un primo elenco di priorità? Considerando che non si tratta di un minuto di riflessione e via, se, fidandosi del consiglio del primo giorno uno ha già messo giù le prime evidenze, che, ridordiamolo, non sono più di quattro o cinque, ora può provare a fare un elenco di priorità.

Anche in questo caso è utile scriverle. In genere sono enunciati lapidari, tipo i seguenti esempi disorganici:

- L'unica autorizzazione che ti serve è quella di Dio Padre
- Pregare prima delle cose, senno è solo per chiedere perdono...
- Dormire: il sonno non è merce di scambio.
- I miei figli e mia moglie sono l'unica cosa che conta.
- Finire l'università e al diavolo tutto il resto.
- Andare a vivere per conto mio, a 32 anni si può fare.
- Non girovagare, basta dispersioni.
- Non c'è posto nella nostra coppia per i miei genitori e le loro fisse.
- Vuotare il sacco e non rodermi.
- Non fare le cose che non mi convincono.
- Non è necessario fare contenti gli altri.

Ognuna delle cose appena scritte è legata ad almeno una storia concreta di persone che, iniziando a rispettare una di quelle frasi, hanno ricominciato a vivere. Per cui in realtà sarebbero parti sconnesse di un elenco che, se fatto da una persona sola, avrebbe la sua organicità.

Questo elenco se lo faccio, poi sarebbe saggio averlo sempre con me. Ed è work-in-progress. Fa bene da subito, ma se uno tiene accesa la luce e continua a "limare" l'elenco, in genere dopo un paio d'anni e i dovuti confronti, è molto centrato. Sorpresi?
Notare bene: questo tipo di cose non si fanno una volta. Si fanno e quindi il giorno dopo, con u altro calore interiore, si ri-verificano. E poi il giorno dopo ancora. E giorno dopo giorno si diviene lucidi.

E' un atto di apertura alla volontà di Dio. Per quanto oggi possiamo e lo Spirito Santo ci permette, e l'atto di guardare, ricordare, ritenere la nostra vita, e accogliere cosa abbiamo "in chiave", cosa Dio ha posto come il "nostro".

Questo, come tutto ciò che in questo libro viene descritto, è solo l'inizio di un cammino che per forza non può che durare anni. Ci vuole molto tempo a semplificarsi sulle proprie priorità, a lasciar parlare il nostro firmamento, ripensandoci tante volte, e tante volte aspetto gli aiuti della Provvidenza. Che suddivida. Che faccia da parametro delle nostre scelte.

Come si usano le priorità? Semplice: tenendole accese prima degli atti, in via ordinaria. Se le consideri solo dopo  unicamente, forse, per non ripetere un errore, che spesso è troppo poco. Qui non si tratta solo - e ovviamente - di smettere di sbagliare, ma di riprendere a "girare". Nell'arte di ricominciare che è il lasciarsi salvare dalla creazione del firmamento, esistono due utilizzi delle priorità, uno minore e l'altro maggiore: c'è l'uso a posteriori delle priorità, man mano che si vanno illuminando per grazia di Dio, guardare le cantonate passate e non ripeterle. Ma l'uso anteriore è quello autentico, per mettere il piedino del novo inizio nel posto giusto: si mette il firmamento sopra per estinguere il sopra e il sotto. Prima, non dopo. Sono a priori, per l'appunto.
Quante sofferenze evita l'obbedienza al secondo giorno.


Fabio Rosini, L'arte di ricominciare, Ed. San Paolo s.r.l., 2018, Cinisello Balsamo ( Milano), pp. 100-ss

L'arte di ricominciare - C'è un Padre che è il Creatore: o ci si apre a Lui o ci si sclerotizza nell'impotenza, nell'amarezza


"La vita, per quanto dia fastidio accettarlo, è una partita a tennis dove non sono mai di servizio. Batte sempre un Altro. La palla della realtà mi arriva con il suo spin e la sua direzione, che è quella che è.
E' il primo benefico trauma per ricominciare, o per cominciare per bene: obbedire alle cose per come sono. Sto dove sto. Ho combinato quel che ho combinato. Mi è successo quel che mi è successo. Si riparte da qui dove sono. E identifico uno dei miei nemici più pericolosi: le mie pretese. Le mie aspettative.
Da dove partire: dal rifiuto o dall'accettazione? Se qualcosa fuori andrà modificato, è sempre solo perché qualcosa è cambiato dentro. " Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro" ( Mc 7,15). I problemi più amari sono quelli che nascono dagli atteggiamenti sbagliati. E i veri errori sono quelli: gli atteggiamenti.

Partiamo con un primo semplice consiglio. La ricetta dice: un bel respiro e... deglutire le cose accadute.
Forse non è il migliore tratto della mia esistenza. Potrebbe anche essere il peggiore... Meglio de-assolutizzare il mio atteggiamento, la mia visione delle cose. C'è qualcosa di più grande di me e della mia impotenza. C'è un Padre che è il creatore. Le cose sono due: aprirsi a Lui o sclerotizzarsi nell'amarezza, nello scoraggiamento. O peggio ancora nell'illusione alla Rossella O'Hara in Via col vento".


Fabio Rosini, L'arte di ricominciare, Ed. San Paolo s.r.l., 2018, Cinisello Balsamo ( Milano), pp. 38

domenica 4 agosto 2019

L'arte di ricominciare - Esercizio 1: E la luce fu: compaiono le prime evidenze

Il testo è tratto da una parafrasi del tutto personale fatta dal testo di Fabio Rosini - L'arte di ricominciare - Edizioni San Paolo s.r.l., 2018. Pagina 66
Si rimane a disposizione degli aventi diritto per l'immediata rimozione qualora richiesta.


Spesso bisogna partire dalla cosa più banale: il corpo.
...è quasi sempre primario disattivare la diffusissima attività autodistruttiva:

- Ma la sera quando vai a dormire?
- La mattina quando ti alzi?
- A che ora preghi?
- Come stai mangiando?

Cose elementari come la cura del proprio corpo e delle situazioni della propria vita.

E sul corpo va aperta la nota della salute. Tipo:

- Ma quando la fai quella benedetta visita di controllo?
- Quando smetti di mangiare come un cassonetto?
- Quando è che ti fai le analisi del sangue?

Poi bisogna guardare lo spazio.
- Se stai nel posto sbagliato, spostati, non rinviare. Intanto magari ti chiedi se deve partire per l'Africa, ma basta cambiare molto meno.
- Se devi mettere a posto la tua stanza, fallo. Non discutere dell'assetto della società civile o ecclesiale.
- Se devi preparare un esame e hai il tavolo con tre livelli diversi di scartoffie, metti a posto il tavolo e fai spazio ai libri con i quali devi preparare l'esame.
- Fai posto alla tua vita, sposta le cose che non sono "vita".

Si guarda il tempo.
- Quanto e quando fai cosa?

Dio sta aspettandoti nella tua vita reale, ma sei tu che non ci stai. E vale la pena che ci entri, se hai voglia di vivere meglio...

Utile guardare ai doveri di stato.
Sarebbero le cose che sono implicite nella tua condizione. Sono quelle cose che non si può dubitare che tu debba fare e così spezzare il filo auto distruttivo e porre le basi del discernimento.
Esempi:

- Sei studente? E come stai con gli esami?

- Sei padre/madre di famiglia? Se con tua moglie non ci parli, difficile che vi possiate capire. Se con tuo figlio non ci stai, come puoi pretendere che venga su senza vuoti. Devi magare togliere il tempo al fantacalcio o alla serie televisiva. 
- Devi riparare la serranda rotta in sala da pranzo, non farneticare di eventuali pellegrinaggi a Santiago.

- Sempre meglio il semplice del complicato. Sempre.
- Tua zia che devi visitare in ospedale che sono due mesi che ci devi andare.
- La cosa che ti riduci sempre all'ultimo a pagare.

Nella vita spirituale non si può andare per cose eclatanti, bisogna partire dal semplice.
- Ed ecco una serie di persone che girano di prete in prete, di scuola spirituale in scuola spirituale, cercando esperienze impressionanti, coinvolgenti, emozionali. E li trovi sempre allo stesso punto.
- Semplice regolarità di una breve e costante preghiera quotidiana alle ore giuste.
- Non è possibile da zero a san Francesco in dodici lezioni.

- Le buone abitudini. Dobbiamo trovare la scatola per mettere dentro le cose più importa e più complicate che vedremo successivamente, questa scatola sono le nostre buone abitudini che combattono la nostra autodistruttività.

- Consiglio: fai un elenco di prime evidenze; quattro-cinque, anche meno. Se ne scrivi di più te la stai raccontando. E ricominci, forse dopo tanto tempo a prenderti cura di te, obbedendo alla luce primaria, che dice: guarda che bello che ci stai pure tu! Smettila di maltrattarti!

- Prendi questo elenco e con coraggio sottoponilo a qualcuno che ti voglia veramente bene - perché solo chi ti vuole bene ti guarda davvero - e avrai un riscontro illuminante che ti aiuta a capire se hai colto i punti giusti su cui lavorare. Se lo sottoponi ad una guida spirituale meglio ancora.

lunedì 27 maggio 2019

L'arte di ricominciare - Esercizio 6: Ogni sera analizzare cosa abbiamo ricevuto quel giorno

Fermarsi ogni sera a vedere cosa abbiamo ricevuto in quel giorno.

A vari ragazzi questo può bastare come esame della giornata, senza altre analisi:
dimmi almeno tre cose belle di questa giornata.

E se inizi a riflettere vedrai che ce ne stavano tante altre.
Anche nella giornata più terribile.
Che poi si diventa piano piano capaci di vedere il bene nascosto pure nelle cose che sembrano più tragiche.

Talvolta ho dovuto dare anche a dei preti questo esercizio primario, perché li ho trovati incartati di tristezza e di ingratitudine. Circondati di grazia ma inzuppati di abitudine alla mormorazione... e la mormorazione è la preghiera del demonio.

Citazione da: L'arte di ricominciare
Edizioni San Paolo
don Fabio Rosini
Pagina 211

L'arte di ricominciare - Il tempo passato a non amare è notte

Il problema del peccato non è il peccato ma ciò di cui è alternativa: l'amore. Quindi tutto il tempo passato a non amare è notte, è tenebra. Può essere insulso, come negli esami precedenti, o grave, ma l'effetto è lo stesso: non entrare nella luce.
Qualcuno ha detto che non conta se un uccellino è legato ad un filo di lana o ad una catena: comunque non vola.


Citato da: L'arte di ricominciare - Edizioni San Paolo - Don Fabio Rosini - Pagina 59

martedì 19 febbraio 2019

L'arte di ricominciare - Differenza fra Isacco ed Ismaele nella nostra vita

" Le cose grandi a cui Dio ci chiama hanno una loro naturalità, non scassinano la realtà, non sono tirate per la collottola, vanno avanti per logica interna, basta assecondarle, vengono fuori con i loro ritmi, la fatica che implicano è lineare, ben finalizzata.
Invece Ismaele è un compromesso, creerà tensioni, renderà schiavi del possesso, perché le due donne staranno contendersi il ruolo.
Ismaele produrrà angoscia riguardo al futuro: " Che ne sarà di questo bimbo? Dovrà essere cacciato?". Ismaele è figlio di un desiderio partito dall'uomo. Una cosa di cui si sono convinti ma era la volontà di Dio comprata da Leroy Merlin.
Quando al capitolo 21 nascerà Isacco, figlio della promessa, un dono, una verità, non un compromesso, egli non sarà parzialmente buono ma buono a tutto tondo. Figlio di Abramo e Sara, Isacco fa sorridere, questo è il significato del suo nome, dà pace, rende liberi, è un regalo, è fedeltà alla memoria, è frutto della relazione con Dio.
Quindi bisogna stare attenti a queste opere di auto narrazione in cui partendo dall'ansia prendiamo le cose di Dio, come Sara fa con Abramo, e le shakeriamo con le cose estranee, per raccontarci che abbiamo fatto la volontà di Dio, semplicemente perché gli ingredienti erano biologici...
Domanda da farsi inciso in cui mi trovo in mezzo alla confusione: niente niente mi sto bevendo il famoso cocktail "Ismael"?
E questo è il primo aspetto del secondo livello."


Fabio Rosini, L'arte di ricominciare, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo ( Milano) 2018, pp. 191-192

L'arte di ricominciare - Le cose di Dio si fanno da sé

" Le cose i Dio si fanno da sé e la vera sapienza consiste nel seguire passo dopo passo la Provvidenza.
Spesso le opere buone si guastano perché si agisce secondo le proprie inclinazioni, le quali trascinano spirito e ragione, fanno vedere il bene desiderabile come fattibile e necessario ciò che in realtà non è; e lo si riconosce in seguito negli insuccessi inevitabili. Il bene che Dio vuole si fa quasi da se stesso, senza che vi si pensi. E' così che è nata la nostra Congregazione; che son incominciati gli esercizi delle missioni e degli ordinandi; che si formò la Compagnia delle Figlie della Carità; che si istituì quella della Dame per l'assistenza dei poveri dell'Hotel-Dieu di Parigi e dei malati della parrocchie; che ci si prese cura dei Trovatelli; e che insomma vennero fuori tutte le opere, di cui ora ci troviamo investiti. Nulla di tutto questo fu intrapreso su disegno da parte nostra. Ma Dio, che voleva essere servito con quelle opere, le ha suscitate lui stesso senza quasi che noi ce ne accorgessimo; e se si è servito di noi, non per questo noi sapevamo dove ci avrebbe portato; ed è per questa ragione che noi lo lasciammo fare, ben lontani dal preoccuparci dello sviluppo, e tanto meno dell'inizio di queste opere. Mio Dio! come desidero, signore, che voi moderiate il vostro ardore e che prima di intraprendere qualsiasi cosa la ponderiate bene ai piedi del tabernacolo! Siate piuttosto passivo che attivo; così Iddio farà per mezzo di voi solo, ciò che tutti gli uomini insieme senza di lui non riuscirebbero mai a fare.
Vi sono cose in cui non dobbiamo agire se non passivamente.
Le opere di Dio  non si fanno quanto lo desideriamo noi, bensì quando piace a lui"


BIBLIOGRAFIA:
San Vincenzo de' Paoli, Perfezione evangelica, Ed. Vincenziane, Roma 1990, pp. 134-135

Citato in:
Fabio Rosini, L'arte di ricominciare, Ed. San Paolo s.r.l., 2018, Cinisello Balsamo ( Milano), pp. 190-191

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003