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giovedì 7 luglio 2022

Cronache 22 - Davide saluta e incoraggia suo figlio Salomone

Cronache 22

"Ora, figlio mio, il Signore sia con te perché tu riesca a costruire un tempio al Signore tuo Dio, come ti ha promesso. Ebbene, il Signore ti conceda senno e intelligenza, ti costituisca re di Israele per osservare la legge del Signore tuo Dio. Certo riuscirai, se cercherai di praticare gli statuti e i decreti che il Signore ha prescritti a Mosè per Israele. Sii forte, coraggio; non temere e non abbatterti. Ecco, anche in mezzo alle angosce, ho preparato per il tempio centomila talenti d’oro, un milione di talenti d’argento, bronzo e ferro in quantità incalcolabile. Inoltre ho preparato legname e pietre; tu ve ne aggiungerai ancora. Ti assisteranno molti operai, scalpellini e lavoratori della pietra e del legno e tecnici di ogni sorta per qualsiasi lavoro. L’oro, l’argento, il bronzo e il ferro non si calcolano; su, mettiti al lavoro e il Signore ti assista». Davide comandò a tutti i capi d’Israele di aiutare Salomone suo figlio. Disse: «Il Signore vostro Dio non è forse con voi e non vi ha concesso tranquillità all’intorno? Difatti ha già messo nelle mie mani gli abitanti della regione; il paese si è assoggettato davanti al Signore e davanti al suo popolo. Ora perciò dedicatevi con tutto il cuore e con tutta l’anima alla ricerca del Signore vostro Dio. Su, costruite il santuario del Signore vostro Dio, per introdurre l’arca dell’alleanza del Signore e gli oggetti consacrati a Dio nel tempio che sarà eretto al nome del Signore»".

Capire bene cosa ha detto questo testo
Davide, ormai re di Israele, alla fine della sua vita, prossimo alla morte, saluta Salomone e gli affida il compito di costruire il tempio al Signore. 
Gli augura che il Signore sia con lui affinché riesca nella sua missione.
Chiede al Signore senno ed intelligenza per il figlio Salomone.
Davide afferma che il buon risultato dell'impresa sarà raggiunto se Salomone seguirà e praticherà quello che il Signore ha prescritto a Mosé per il popolo di Israele. Cioè se seguirà la via che il Dio ha indicato al popolo che si è scelto. 
Servirà essere forti. Servirà avere coraggio.
Servirà non temere. Servirà non abbattersi. 
E Davide invita il figlio ad avere questo assetto esistenziale. 
Davide, nonostante la sua vita difficile, ha comunque lavorato perché Salomone avesse di che costruire il tempio. Gli ha fornito i materiali, talenti di oro e di argento, ferro e bronzo. Legname e pietre. 
Ha preparato una squadra di operai, scalpellini, lavoratori della pietra e del legno, tecnici di ogni sorta per qualsiasi lavoro.
Salomone potrà contare su tutta questa eredità di beni e sulla capacità di tutte queste persone che sono al suo servizio per costruire il tempio. 
Davide invita Salomone a mettersi al lavoro e chiede per lui che il Signore l'assista. 
Inoltre si rivolge a tutti i capi di Israele perché aiutino Salomone.
Dice loro che Dio ha loro concesso tranquillità nei rapporti con i nemici, quindi un periodo di pace, e per questo ora possono dedicarsi alla ricerca del Signore. 

Cosa è la costruzione del tempio?
Per me è una vita cristiana. Una vita buona. Una vita in cui si indica a se stessi e agli altri la meta: vivere nella luce. Vivere come ci ha insegnato Gesù. Essere figli della luce e del giorno. Essere il sale della terra e la luce del mondo. Vivere come i santi. Liberi dai legami con questo mondo. Essere contenti. Gioire del dono della vita. E arrivare alla fine della vita avendo vissuto da pellegrini.
Aver fatto fruttare i talenti che il Signore ci ha dato per lui, per gli altri, per noi.
Essere stati uomini del nuovo testamento.
Avere vissuto la vita alla luce della Resurrezione del Signore. 
Essere stati uomini delle beatitudini.
Diventare se stessi, quello per cui siamo stati creati, aver realizzato pienamente il nostro potenziale. 



Tratto da Ufficio delle Letture: 07/07/2022. Per fonte clicca qui

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martedì 21 giugno 2022

Davide invidiato da Saul - Samuele 17, 57- 18,9.20-30

 PRIMA LETTURA

 
Dal primo libro di Samuele
17, 57 – 18, 9. 20-30
Invidia di Saul verso Davide
   In quei giorni, quando Davide tornò dall’uccisione del Filisteo, Abner lo prese e lo condusse davanti a Saul mentre aveva ancora in mano la testa del Filisteo. Saul gli chiese: «Di chi sei figlio, giovane?». Rispose Davide: «Di Iesse, il Betlemmita, tuo servo».
   Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l’anima di Giònata, figlio di Saul, s’era già talmente legata all’anima di Davide, che Giònata lo amò come se stesso. Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. Giònata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso. Giònata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura. Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul.
   Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri. Le donne danzavano e cantavano alternandosi:
«Saul ha ucciso i suoi mille,
Davide i suoi diecimila».
   Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide.
   Intanto Mikal, l’altra figlia di Saul, s’invaghì di Davide; ne riferirono a Saul e la cosa gli piacque. Saul diceva: «Gliela darò, ma sarà per lui una trappola e la mano dei Filistei cadrà su di lui». E Saul disse a Davide: «Oggi hai una seconda occasione per diventare mio genero». Quindi Saul ordinò ai suoi ministri: «Dite di nascosto a Davide: Ecco, tu piaci al re e i suoi ministri ti amano. Su, dunque, diventa genero del re». I ministri di Saul sussurrarono all’orecchio di Davide queste parole e Davide rispose: «Vi pare piccola cosa divenir genero del re? Io sono povero e uomo di bassa condizione». I ministri di Saul gli riferirono: «Davide ha risposto in questo modo». Allora Saul disse: «Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di Filistei, perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Saul pensava di far cadere Davide in mano ai Filistei. I ministri di lui riferirono a Davide queste parole e piacque a Davide tale condizione per diventare genero del re. Non erano ancora passati i giorni fissati, quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i Filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal. Saul si accorse che il Signore era con Davide e che Mikal, sua figlia, lo amava. Saul ebbe ancor più paura nei riguardi di Davide, e fu nemico di Davide per tutti i suoi giorni. I capi dei Filistei facevano sortite, ma Davide, ogni volta che uscivano, riportava successi maggiori di tutti i ministri di Saul e in tal modo si acquistò grande fama.
Commento:
E' interessante come nasce l'invidia nel cuore di Saul. Saul ha assistito a come Davide è riuscito ad uccidere Golia. Lo vuole fra i suoi uomini perché pensa che possa tornargli utile e comodo per accrescere e consolidare il suo potere. Lo accoglie nella sua casa e siccome tutto gli riesce, lo pone a capo dei suoi guerrieri. Davide ha l'apprezzamento di tutto l'entourage di Saul.
Ma le donne che gridano il re ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila, Fano emergere un aspetto nuovo non considerato prima dal re. Il prestigio e i successi di Davide in realtà sminuiscono la figura di Saul davanti al suo popolo e questo, lui teme che possa minare il suo potere.
Saul inizia a guardare Davide come un nemico.
Saul macchina per eliminarlo, ma il suo stratagemma non porta al risultato sperato della eliminazione di Davide e anzi sottolinea ancora una volta la capacità di Davide di superare le avversità, gli ostacoli, di sconfiggere i nemici del Signore con il suo aiuto.
Saul si accorge di questo ed inizia a temere Davide. Si accorge che è sostenuto da qualcosa di più forte di lui. Che lui non ha. Che a lui manca. E che lui vorrebbe. Perché il suo desiderio è essere un re forte, amato, ma Davide ha già dimostrato di essere più forte e forse più amato di lui.
Sault quindi ha visto la forza di Davide, ha cercato di usarla per i suoi scopi, non ci è riuscito anzi si è accorto che la forza di Davide è entrata in competizione con il suo progetto, macchina per eliminarlo, non ci riesce, allora lo teme e gli è nemico.
I sentimenti di Saul non sono sentimenti svelabili. Lui li vive nella dimensione della sua coscienza, non sono condivisibili. Lo isolano in pensieri e progetti oscuri, non svelabili. 

Ci sono poi invece le figure luminose di Gionata che riconosce in Davide un anima amabile e vi si lega con sincera e fedele amicizia.
C'è Mikal, la figlia di Saul, che ama Davide profondamente e si lega a lui in matrimonio.
Saul e Mikal non guardano la realtà con delle lenti filtro che la distorcono.
Guardano la realtà per quello che è. Davide riesce in quello che fa, è una bella persona, e loro lo riconoscono e lo apprezzano e lo amano. Non si sentono minacciate da Davide, perché Davide essendo se stesso produce benessere intorno a lui e agli altri.

Saul non ha questa libertà. Saul è schiavo di raggiungere i suoi obiettivi e questo gli impedisce di amare Davide per quello che è. 
In fondo che cosa è che tiene lontano Saul dalla vita vera, bella, di condivisione? La sua paura di perdere il potere. E' legato al potere. E' legato ad essere re, amato e stimato più di tutti. Crede che se non è re, oppure se non è amato e stimato più di Davide la sua vita è una tragedia e vuole difendere questa sua fissa, questa ossessione. 
Ha questa fissazione, questo idolo di essere il numero uno e questo gli impedisce di apprezzare Davide per le sue qualità.
E questo lo mette fuori dalla realtà. Perché non è detto che debba essere il numero uno. 
Lo allontana emotivamente dal figlio Gionata e dalla figlia Mikal e anche dal suo popolo perché non condivide l'amore che esso nutre per Davide.

Basterebbe accettare la realtà per quello che è. Saul è l'opposto di Gionata in questo. Infatti Saul è oscuro e  fa pensieri inconfessabili e non condivisibili, mentre Gionata può vivere pubblicamente i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Questi non lo allontanano dagli altri.
Lo allontanano da Saul, ma in realtà è Saul che con i suoi pensieri si allontana dalla realtà delle cose. 

Per ora il Signore ha mostrato già in due occasioni che è su Davide. Che lo sostiene con la sua forza. Che lo precede. Esiste una presenza benevola che ci guida e ci sostiene di fronte ad avversità spesso più grandi di noi. Davide ne è un testimone diretto. 

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lunedì 20 giugno 2022

Davide contro Golia - Samuele 17,1-10.32.38-51 - Dio vince con quattro sassi e una fionda

 PRIMA LETTURA


Dal primo libro di Samuele                
17, 1-10.32. 38-51
                           
 
 

 
Davide combatte contro il gigante Golia
 
   In quei giorni i Filistei radunarono di nuovo l’esercito per la guerra e si ammassarono a Soco di Giuda e si accamparono tra Soco e Azeka, a Efes-Dammim. Anche Saul e gli Israeliti si radunarono e si accamparono nella valle del Terebinto e si schierarono a battaglia di fronte ai Filistei. I Filistei stavano sul monte da una parte e Israele sul monte dall’altra parte e in mezzo c’era la valle.
   Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo. Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle. L’asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell’asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero. Egli si fermò davanti alle schiere d’Israele e gridò loro: «Perché siete usciti e vi siete schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e voi servi di Saul? Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro di me. Se sarà capace di combattere con me e mi abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarrò io su di lui e lo abbatterò, sarete voi nostri schiavi e sarete soggetti a noi». Il Filisteo aggiungeva: «Io ho lanciato oggi una sfida alle schiere d’Israele. Datemi un uomo e combatteremo insieme». Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo».
   Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza. Poi Davide cinse la spada di lui sopra l’armatura, ma cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: «Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato». E Davide se ne liberò. Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo.
   Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo fulvo di capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo gridò verso Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo gridò a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche». Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani». Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa.

Commento:

In questi giorni il calendario liturgico, ovvero il calendario che regola quale letture leggere durante l'Ufficio delle Letture e durante le messe, ha fatto spesso capitare letture in cui persone della Bibbia debbono affrontare situazioni avverse, nemici, oppure risoluzioni di problemi. Gli esempi sono Gedeone che deve affrontare i nemici ( nell'Ufficio di questa settimana in Giudici 6,33. Clicca qui per leggere). Gesù che con cinque pani e due pesci deve sfamare cinquemila persone ( Vangelo di Domenica). Golia che sfida l'esercito di Israele e Davide (nell'Ufficio di oggi) poco più che ragazzo che scende in campo contro di lui da volontario con una fionda e quattro sassi.
Io umanamente non avrei affrontato queste situazioni con lo spirito di queste persone.
Avrei fatto altri tipi di calcoli per entrare in quelle situazioni con un migliore equipaggiamento, con più guerrieri, con più cibo.
Ma Dio è così. Dio ragiona in un altro modo e a lui basta poco per vincere, per risollevare situazioni date per perse.
C'è una cosa che gli serve però. La nostra fiducia in lui.
E tutte queste letture non fanno che confermare questo concetto. Di fronte a questo concetto io mi sento sempre impreparato. Mi accorgo che mi dico cristiano, ma ragiono da ateo convinto.
Il Signore c'è e opera nelle storia degli uomini, di Gedeone, di Davide, dei discepoli e delle povere persone come me e come noi.
Sono certo che Dio operi e mi manca però questa forza interiore di Davide, questa forza di fare sberleffi a Golia in nome del Signore. E spero che il Signore me la conceda. Lo spirito con cui Davide affronta Golia mi fa venire in mente la parresia spesso citata da Papa Francesco (clicca qui per leggere Papa Francesco su Parresia). Una certa franchezza di linguaggio, affidamento a Dio, convinzione, che il Papa spiega viene dallo Spirito Santo. 

Padre Emidio Alessandrini, scriveva nel trentennale della sua ordinazione sacerdotale, raccolta nel secondo capitolo di Con grande Potenza a cura di Valerio Grimaldi (Clicca qui per leggere un post su questo argomento) che la Bibbia non fa altro che cristallizzare in tante storie, in tante immagini, la presenza benevola che opera nella storia degli uomini e che è Dio. 

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mercoledì 11 maggio 2022

Terra Santa - 11/05/2022 - Secondo giorno

Il diario è fatto proprio per fare memoria del viaggio fatto. Riporto appunti di riflessioni personali e delle spiegazioni e delle omelie ascoltate. Gli appunti non sono stati rivisti da don Vito, potrebbero essere non esattamente fedeli a quanto detto da lui. Resto a disposizione di rimozione di foto su richiesta degli aventi diritto. 

Sommario: Piscina di Salomone - Ebron ( Abramo) - Campo dei pastori ( Storie di Rut e Davide), Grotta del latte ( I re magi) - Basilica della Natività - Messa nella grotta di San Girolamo


Ore 06:00. Sveglia con affaccio su Bethelehm.


Ore 07:30 - Partenza per Ebron
Siamo partiti da Betlemme in direzione di Ebron. Non c'ero mai stato nei miei precedenti viaggi. 

Siamo in Palestina, quindi teoricamente nella parte controllata dall'Autorità Palestinese, dove vivono palestinesi musulmani e cristiani. La maggioranza sono musulmani. Di fatto però è frequentissimo vedere gli insediamenti israeliani. Ovvero zone del territorio teoricamente di proprietà dell'autorità palestinese su cui gli Israeliani hanno costruito delle case. Sono delle isole israeliane nel territorio palestinese. Per questo devono difendersi da eventuali attacchi dei palestinesi per cui sono spesso costruiti su luoghi alti, colline, che fungono da sistemi di difesa naturali. Sono poi circondati da filo spinato e controllati 24h su 24 da soldati armati. Vi è una porta di accesso agli insediamenti dove dei soldati armati israeliani controllano chi entra e chi esce. 

Piscine del Re Salomone
Ci siamo fermati un momento alle piscine di Re Salomone. Un sistema di cisterne costruite per garantire in regioni prevalentemente aride l'approvvigionamento della città di Gerusalemme. Cisterne che sono ad oggi ancora funzionanti, anche se l'acqua è un pò verdastra. 
Mi ha colpito il fatto che le idee geniali trasformate in realtà concrete, durano nei secoli. 


Eccezionalità di paesaggio palestinese molto curato e molto fertile
La strada percorsa mi ha permesso di vedere che la terra in questa zona di Palestina è molto coltivata,  soprattutto con alberi da frutto e con la vite. I palestinesi sono musulmani e teoricamente non potrebbero bere il vino. Per questo vendono l'uva alle aziende cristiane o ebree che l'acquistano per produrre vino. 
E' un paesaggio che raramente capita di vedere in giudea.


Nella regione attorno alla città ( la valle dell'Eshkol) Mosè inviò degli esploratori che ritornarono con un enorme grappolo d'uva appeso ad una stanga portata a spalla da due uomini. Essi riferirono: " Quello è davvero un paese dove scorre latte e miele... le città sono fortificate e immense... la gente è di alta statura e vi abbiamo visto dei giganti". 

Le tombe dei patriarchi contese tra ebrei e palestinesi mussulmani -
Per visitare Ebron siamo entrati dentro un insediamento ebraico  teoricamente "fuori legge", ovvero per farlo Israele non ha rispettato i patti siglati con i palestinesi.
Questa isola israeliana nel territorio palestinese è congegnata in modo da inglobare le tombe dei patriarchi: Abramo Isacco Giacobbe. Tombe troppo importanti per gli ebrei per poterle lasciare sotto il controllo palestinese. Però per mantenere un equilibrio politico l'uso delle tombe è organizzato in modo tale che le visite alle tombe dei patriarchi possa essere effettuato sia dagli ebrei che dai musulmani.
Da un lato gli ebrei e dall'altro lato i musulmani. 


Ore 09:00 - Catechesi di don Vito su Abramo -
Prima della visita alle tombe don Vito Vacca ci ha fatto una carrellata bibblica su Abramo che per me è stata la parte più bella della giornata. 
Con Abramo inizia la l'azione di Dio nella storia dell'uomo per salvarlo dopo l'allontanamento dell'uomo da Dio. Il coinvolgimento di Dio nella storia dell'uomo. Con Abramo inizia la storia della salvezza. 
Abramo un uomo che non aveva niente, né un figlio, né una terra. Già solo una di queste cose 1850 anni prima di Cristo era sufficiente per farti considerare dagli altri un maledetto.
Lui segue una promessa di Dio. Uscire dalla sua terra, dai suoi confort, per seguire un Dio che gli promette una terra e un figlio. Gli promette la realizzazione di un grandissimo desiderio, la soddisfazione della sua sete di felicità. Abramo credette a questa promessa e si mise in cammino. Abramo è una parola di Dio sulla fede.  All'uomo di quella promessa oggi gli ebrei, i cristiani e i mussulmani guardano come ad un padre, un antenato.
Quindi dalla promessa di un uomo avanti con gli anni, sterile e senza terra sono venuti fuori una quantità smisurata di persone. 


Una rapida carrellata ha permesso di focalizzare su alcuni punti. 
L'episodio della visita dei tre angeli ad Abramo in Mamre.
Mamre è a tre kilometri  da Hebron. Non siamo potuti andare. 
In quell'occasione Dio ribadisce che darà un figlio e una terra ad Abramo.

L'episodio del sacrificio di Isacco. 

Ho riflettuto molto su questo oggi.
Chi è per me Dio?
Chi sono io di conseguenza?
Che c'entro io con Abramo oggi?

Ho pensato a mio padre e a come in lui si è realizzata questa parola di Dio. Ho pensato alle volte in cui nella sua vita, a cominciare da quando era molto piccolo, è uscito dalla sua terra per seguire una promessa di Dio. E Dio lo ha sempre ricompensato. E a tanti altri punti della sua vita in cui con una fede enorme si è fidato di Dio. Non posso dirli ora per vari motivi. 

Ho pensato alle tante volte mi ha parlato di Abramo nel corso di questi 44 anni. Lo ha sempre fatto molto rapidamente, riportando sempre il discorso al fatto che dietro la storia di turno che gli raccontavo secondo lui c'era sempre da considerare che Dio agiva nella storia delle persone con un invito rapido attraverso una battuta a considerare sempre questo aspetto. 

Visita alle tombe dei patriarchi.
Abbiamo fatto una preghiera personale 
Abbiamo visto gli stessi cenotaffi, che sono vuoti in realtà, sia dalla parte ebrea, che dalla parte araba. Nella parte araba per entrare ci siamo dovuti togliere le scarpe e le donne si sono dovute coprire. 











Ore 12:00 - Campo dei pastori a Betlemme
Qui abbiamo fatto vari riferimenti biblici che ci hanno preso una buona parte del tempo:
- nella notte della nascita di Gesù la apparizione degli angeli ai pastori.
- La storia di Rut, dentro una delle grotte di questa zona sotto Betlemme don Vito ha sintetizzato la storia di Rut la Moabita. Da Betlemme si vedono le montagne di Moab, lontane, separate dalla depressione del Mar Morto. 
- La storia di Re Davide. Il suo peccato con Betsabea e ancora peggio il piano fallito per tentare di ingannare il marito, suo soldato, e riparare così al tradimento e poi l'atroce peccato di organizzarne la morte.
- La sua fiducia in Dio. 



Ore 13:00 pranzo in una tenda araba




Non è potuto mancare il giro per il negozio di souvenir che è d'accordo con l'autista perché porti il gruppo nel suo negozio. Stavolta non ho acquistato niente. 



Ore 15:30 Grotta del Latte a Betlemme.
- Riferimento biblico ai Magi. Uomini sapienti mossi dalla ricerca  che arrivano e adorano con l'oro ( i loro beni) con incenso ( la loro mente) e con la mirra ( un balsamo. Le malattie, le cose storte della tua vita che le rimetti nelle mani di Dio così come sono e che affidi a lui). 
Abbiamo potuto fare una preghiera di adorazione come i magi e scrivere delle intenzioni di preghiera su dei biglietti lasciati per le suore di clausura di questa chiesa. Così ho potuto scrivere su diversi foglietti le diverse intenzioni che mi arrivano dall'Italia e che sono nel mio cuore. Tanti amici che mi scrivono di pregare per loro e io cerco di farlo concretamente o di farlo fare alle suore.
Nulla capita a caso. 



Ore 16:30 visita alla grotta dove è nato Gesù



Ore 17:00 messa nella chiesa di San Girolamo

E' la grotta dove ha vissuto San Girolamo traducendo tutta la Bibbia in latino. Un lavoro enorme compiuto in una grotta vicina alla grotta dove Gesù è nato. Di San Girolamo ricordo la frase celeberrima citata sempre: " L'ignoranza delle scritture è ingnoranza di Cristo".
La messa è stata celebrata ricordando papà e la mamma di un'altra pellegrina. Io ho ricordato anche mio zio Bruno, fratello maggiore di papà, di cui oggi si è celebrato il funerale a Torino. 


Ore 18:00 visita alla chiesa salesiana di Betlemme in un gruppetto. Io sono arrivato tardi e mi sono perso l'occasione di fare le foto dalla terrazza della casa con affaccio su Betlemme. 
Alloggiamo a 50 metri dalla Basilica della Natività e tornando siamo potuti entrare trovandola senza turisti. 

Ore 19:30 cena
Al tavolo don Vito mi dice che dobbiamo modificare il programma. Domani non possiamo andare in Samaria e a Jenin perché oggi è stata uccisa una giornalista di Al Jaseera. Per cui dobbiamo modificare tutto il programma della giornata di domani. Mi dispiace per questa persona e per i suoi cari. Preghiamo per loro. 
E mi dispiace anche perché i posti in programma domani non li avevo mai visitati.

E poi a casa a scrivere queste memorie per poter condividere con voi.

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IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003