venerdì 13 maggio 2022

Terra Santa - 13/05/2022 - Quarto giorno

Il diario è fatto proprio per fare memoria del pellegrinaggio. Riporto appunti di riflessioni personali, di spiegazioni e di omelie ascoltate. Gli appunti non sono stati rivisti da don Vito, potrebbero essere non esattamente fedeli a quanto detto da lui. Parlatene con lui. Io sono un povero pellegrino che cerca di conoscere meglio il Signore e di stare con lui. Resto a disposizione di rimozione di foto su richiesta degli aventi diritto. 

Sommario: Partenza da Betlemme - Cesarea Marittima - Monte Carmelo - Akko - Arrivo a Nazaret

Il programma di oggi è stato totalmente modificato nei precedenti due giorni in seguito ai disordini scoppiati a Jenin e nella Samaria, che sarebbe stata la meta di oggi e che purtroppo per prudenza abbiamo deciso di non visitare visti i tragici eventi avvenuti nei giorni scorsi.

07:30 - Partenza per Cesarea marittima. Lodi sul pullman.

Riflessione di don Vito:

Un cristiano è una persona allegra, se non è allegra non lo convince. Stiamo facendo un pellegrinaggio, ma è la vita che è di fatto un pellegrinaggio che ha come meta il cielo. Fra cento anni noi che stiamo sul pullman non ci saremo più. Saremo morti. Forse anche di meno di cento anni. Spesso lui andando a trovare gli anziani ammalati nelle case sente i loro racconti e molti gli dicono che nessuno va a trovarli a casa. Magari nemmeno i figli. A volte è così, a volte no. 


10:00 - Cesarea marittima -

Cesarea incominciò ad acquistare importanza sempre maggiore dopo l'occupazione romana ( 63 a. C.). Conquistata da Pompeo fu donata da Augusto a Erode che la chiamò appunto Cesarea, la dotò di splendidi palazzi, di mura e di un porto artificiale che Giuseppe Flavio in Guerra Giudaica definisce più grande del Pireo. 

Ci sediamo sulle gradinate del teatro, voluto da Erode il grande, e leggiamo le pagine degli Atti degli apostoli che sono ambientate a Cesarea. Ne riporto alcuni. 

Atti 8,40s - Il primo annuncio cristiano portato dal diacono Filippo

Atti 10,1s - La conversione del centurione Cornelio, battezzato da Pietro, segno una tappa importante nelle sviluppo della chiesa degli apostoli: " In verità sto rendendomi conto, dice S. Pietro, che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giusticia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto". L'annuncio cristiano usciva così dagli angusti confini del giudaismo per aprirsi a tutto il mondo. 

Atti 18,22 - Il porto di cesarea fu l'ultima tappa del suo secondo e terzo viaggio missionario. Da qui, salì a Gerusalemme dove fu arrestato sotto l'accusa di eresia. Nella Città santa, alcuni dei Giudei, avevamo fiurato che non avrebbero più preso cibo finche non avessero ucciso l'eretico. Paolo, avvertito dal figlio di una sua sorella, come cittadino romano, venne inviato sotto scorta a Cesarea dove rimase 2 anni, in attesa del processo fino al suo appello al tribunale di Cesare. Da qui fu imbarcato alla vota di Roma.


Riflessioni di DV:

- Papa Francesco dice sempre "Non giudicare!" In effetti spesso giudichiamo, ma non sappiamo cosa ci sia dentro il cuore dell'altra persona. Spesso però molti cristiani giudicano o non capiscono quello che dice Papa Francesco. 

- Il vangelo è una salvezza, non è un peso. Se uno non lo capisce o non lo conosce, non può essere imposto. Piuttosto è un invito per noi a cercare di aiutare chi non lo conosce. 

- Qualcuno spesso chiede a don Vito: " ... ma quello si comporta male, io vorrei correggerlo!". Don Vito. " Ma tu lo ami?" Risposta: " No". " E allora non puoi correggerlo perché rischi solo che sembri un ulteriore condanna o un attacco". 









giovedì 12 maggio 2022

Terra Santa - 12/05/2022 - Terzo giorno

Il diario è fatto proprio per fare memoria del pellegrinaggio. Riporto appunti di riflessioni personali, di spiegazioni e di omelie ascoltate. Gli appunti non sono stati rivisti da don Vito, potrebbero essere non esattamente fedeli a quanto detto da lui. Parlatene con lui. Io sono un povero pellegrino che cerca di conoscere meglio il Signore e di stare con lui. Resto a disposizione di rimozione di foto su richiesta degli aventi diritto. 

Sommario:  Preghiera nella chiesa della Natività al mattino presto - Carmelo di Betlemme ( suor Maria di Gesù Crocifisso al secolo Mariam Baouardy) - Messa al convento di San Francesco ad coenaculum - Cenacolo - Ain Karem per pranzo - Chiesa di San Giovanni Battista - Chiesa della Visitazione - Fontana della Vergine - Cena


07:00-08:00 - Basilica della Natività

Andiamo nella Basilica della Natività proprio accanto all'albergo dei francescani dove siamo alloggiati. La speranza è trovarla vuota di turisti. Così è. La grotta dove è nato Gesù è occupata da un gruppo di greci di rito ortodosso. Ci mettiamo fuori in silenzio a pregare ognuno per conto suo.

La basilica è pressoché vuota e un bel raggio di sole entra dalla finestra in fondo all'abside squarciando il buio della navata. 

                                

mercoledì 11 maggio 2022

Terra Santa - 11/05/2022 - Secondo giorno

Il diario è fatto proprio per fare memoria del viaggio fatto. Riporto appunti di riflessioni personali e delle spiegazioni e delle omelie ascoltate. Gli appunti non sono stati rivisti da don Vito, potrebbero essere non esattamente fedeli a quanto detto da lui. Resto a disposizione di rimozione di foto su richiesta degli aventi diritto. 

Sommario: Piscina di Salomone - Ebron ( Abramo) - Campo dei pastori ( Storie di Rut e Davide), Grotta del latte ( I re magi) - Basilica della Natività - Messa nella grotta di San Girolamo


Ore 06:00. Sveglia con affaccio su Bethelehm.


Ore 07:30 - Partenza per Ebron
Siamo partiti da Betlemme in direzione di Ebron. Non c'ero mai stato nei miei precedenti viaggi. 

Siamo in Palestina, quindi teoricamente nella parte controllata dall'Autorità Palestinese, dove vivono palestinesi musulmani e cristiani. La maggioranza sono musulmani. Di fatto però è frequentissimo vedere gli insediamenti israeliani. Ovvero zone del territorio teoricamente di proprietà dell'autorità palestinese su cui gli Israeliani hanno costruito delle case. Sono delle isole israeliane nel territorio palestinese. Per questo devono difendersi da eventuali attacchi dei palestinesi per cui sono spesso costruiti su luoghi alti, colline, che fungono da sistemi di difesa naturali. Sono poi circondati da filo spinato e controllati 24h su 24 da soldati armati. Vi è una porta di accesso agli insediamenti dove dei soldati armati israeliani controllano chi entra e chi esce. 

Piscine del Re Salomone
Ci siamo fermati un momento alle piscine di Re Salomone. Un sistema di cisterne costruite per garantire in regioni prevalentemente aride l'approvvigionamento della città di Gerusalemme. Cisterne che sono ad oggi ancora funzionanti, anche se l'acqua è un pò verdastra. 
Mi ha colpito il fatto che le idee geniali trasformate in realtà concrete, durano nei secoli. 


Eccezionalità di paesaggio palestinese molto curato e molto fertile
La strada percorsa mi ha permesso di vedere che la terra in questa zona di Palestina è molto coltivata,  soprattutto con alberi da frutto e con la vite. I palestinesi sono musulmani e teoricamente non potrebbero bere il vino. Per questo vendono l'uva alle aziende cristiane o ebree che l'acquistano per produrre vino. 
E' un paesaggio che raramente capita di vedere in giudea.


Nella regione attorno alla città ( la valle dell'Eshkol) Mosè inviò degli esploratori che ritornarono con un enorme grappolo d'uva appeso ad una stanga portata a spalla da due uomini. Essi riferirono: " Quello è davvero un paese dove scorre latte e miele... le città sono fortificate e immense... la gente è di alta statura e vi abbiamo visto dei giganti". 

Le tombe dei patriarchi contese tra ebrei e palestinesi mussulmani -
Per visitare Ebron siamo entrati dentro un insediamento ebraico  teoricamente "fuori legge", ovvero per farlo Israele non ha rispettato i patti siglati con i palestinesi.
Questa isola israeliana nel territorio palestinese è congegnata in modo da inglobare le tombe dei patriarchi: Abramo Isacco Giacobbe. Tombe troppo importanti per gli ebrei per poterle lasciare sotto il controllo palestinese. Però per mantenere un equilibrio politico l'uso delle tombe è organizzato in modo tale che le visite alle tombe dei patriarchi possa essere effettuato sia dagli ebrei che dai musulmani.
Da un lato gli ebrei e dall'altro lato i musulmani. 


Ore 09:00 - Catechesi di don Vito su Abramo -
Prima della visita alle tombe don Vito Vacca ci ha fatto una carrellata bibblica su Abramo che per me è stata la parte più bella della giornata. 
Con Abramo inizia la l'azione di Dio nella storia dell'uomo per salvarlo dopo l'allontanamento dell'uomo da Dio. Il coinvolgimento di Dio nella storia dell'uomo. Con Abramo inizia la storia della salvezza. 
Abramo un uomo che non aveva niente, né un figlio, né una terra. Già solo una di queste cose 1850 anni prima di Cristo era sufficiente per farti considerare dagli altri un maledetto.
Lui segue una promessa di Dio. Uscire dalla sua terra, dai suoi confort, per seguire un Dio che gli promette una terra e un figlio. Gli promette la realizzazione di un grandissimo desiderio, la soddisfazione della sua sete di felicità. Abramo credette a questa promessa e si mise in cammino. Abramo è una parola di Dio sulla fede.  All'uomo di quella promessa oggi gli ebrei, i cristiani e i mussulmani guardano come ad un padre, un antenato.
Quindi dalla promessa di un uomo avanti con gli anni, sterile e senza terra sono venuti fuori una quantità smisurata di persone. 


Una rapida carrellata ha permesso di focalizzare su alcuni punti. 
L'episodio della visita dei tre angeli ad Abramo in Mamre.
Mamre è a tre kilometri  da Hebron. Non siamo potuti andare. 
In quell'occasione Dio ribadisce che darà un figlio e una terra ad Abramo.

L'episodio del sacrificio di Isacco. 

Ho riflettuto molto su questo oggi.
Chi è per me Dio?
Chi sono io di conseguenza?
Che c'entro io con Abramo oggi?

Ho pensato a mio padre e a come in lui si è realizzata questa parola di Dio. Ho pensato alle volte in cui nella sua vita, a cominciare da quando era molto piccolo, è uscito dalla sua terra per seguire una promessa di Dio. E Dio lo ha sempre ricompensato. E a tanti altri punti della sua vita in cui con una fede enorme si è fidato di Dio. Non posso dirli ora per vari motivi. 

Ho pensato alle tante volte mi ha parlato di Abramo nel corso di questi 44 anni. Lo ha sempre fatto molto rapidamente, riportando sempre il discorso al fatto che dietro la storia di turno che gli raccontavo secondo lui c'era sempre da considerare che Dio agiva nella storia delle persone con un invito rapido attraverso una battuta a considerare sempre questo aspetto. 

Visita alle tombe dei patriarchi.
Abbiamo fatto una preghiera personale 
Abbiamo visto gli stessi cenotaffi, che sono vuoti in realtà, sia dalla parte ebrea, che dalla parte araba. Nella parte araba per entrare ci siamo dovuti togliere le scarpe e le donne si sono dovute coprire. 











Ore 12:00 - Campo dei pastori a Betlemme
Qui abbiamo fatto vari riferimenti biblici che ci hanno preso una buona parte del tempo:
- nella notte della nascita di Gesù la apparizione degli angeli ai pastori.
- La storia di Rut, dentro una delle grotte di questa zona sotto Betlemme don Vito ha sintetizzato la storia di Rut la Moabita. Da Betlemme si vedono le montagne di Moab, lontane, separate dalla depressione del Mar Morto. 
- La storia di Re Davide. Il suo peccato con Betsabea e ancora peggio il piano fallito per tentare di ingannare il marito, suo soldato, e riparare così al tradimento e poi l'atroce peccato di organizzarne la morte.
- La sua fiducia in Dio. 



Ore 13:00 pranzo in una tenda araba




Non è potuto mancare il giro per il negozio di souvenir che è d'accordo con l'autista perché porti il gruppo nel suo negozio. Stavolta non ho acquistato niente. 



Ore 15:30 Grotta del Latte a Betlemme.
- Riferimento biblico ai Magi. Uomini sapienti mossi dalla ricerca  che arrivano e adorano con l'oro ( i loro beni) con incenso ( la loro mente) e con la mirra ( un balsamo. Le malattie, le cose storte della tua vita che le rimetti nelle mani di Dio così come sono e che affidi a lui). 
Abbiamo potuto fare una preghiera di adorazione come i magi e scrivere delle intenzioni di preghiera su dei biglietti lasciati per le suore di clausura di questa chiesa. Così ho potuto scrivere su diversi foglietti le diverse intenzioni che mi arrivano dall'Italia e che sono nel mio cuore. Tanti amici che mi scrivono di pregare per loro e io cerco di farlo concretamente o di farlo fare alle suore.
Nulla capita a caso. 



Ore 16:30 visita alla grotta dove è nato Gesù



Ore 17:00 messa nella chiesa di San Girolamo

E' la grotta dove ha vissuto San Girolamo traducendo tutta la Bibbia in latino. Un lavoro enorme compiuto in una grotta vicina alla grotta dove Gesù è nato. Di San Girolamo ricordo la frase celeberrima citata sempre: " L'ignoranza delle scritture è ingnoranza di Cristo".
La messa è stata celebrata ricordando papà e la mamma di un'altra pellegrina. Io ho ricordato anche mio zio Bruno, fratello maggiore di papà, di cui oggi si è celebrato il funerale a Torino. 


Ore 18:00 visita alla chiesa salesiana di Betlemme in un gruppetto. Io sono arrivato tardi e mi sono perso l'occasione di fare le foto dalla terrazza della casa con affaccio su Betlemme. 
Alloggiamo a 50 metri dalla Basilica della Natività e tornando siamo potuti entrare trovandola senza turisti. 

Ore 19:30 cena
Al tavolo don Vito mi dice che dobbiamo modificare il programma. Domani non possiamo andare in Samaria e a Jenin perché oggi è stata uccisa una giornalista di Al Jaseera. Per cui dobbiamo modificare tutto il programma della giornata di domani. Mi dispiace per questa persona e per i suoi cari. Preghiamo per loro. 
E mi dispiace anche perché i posti in programma domani non li avevo mai visitati.

E poi a casa a scrivere queste memorie per poter condividere con voi.

Se volete e vi fa piacere, lasciatemi un commento sotto il post. Basta cliccare sulla scritta Posta un commento che vedete sotto. 
Per me è un aiuto e uno stimolo ricevere un commento di ritorno. 
Se scriverete il vostro indirizzo email vi potrò anche rispondere. 

martedì 10 maggio 2022

Terra Santa - 10/05/2022 - Primo giorno

Sommario: Roma - Bethlemme




La prima sorpresa è stata non poter partire con mia madre che è rimasta a Roma.
Una cosa inattesa e paradossale. Avevo concepito la mia presenza qui in questo pellegrinaggio per accompagnarla e permetterle di venire.
Mio padre qualche settimana prima di morire mi ha fatto vedere il programma di questo pellegrinaggio. Me lo aveva messo in mano cercando di capire cosa ne pensassi. Mi era piaciuto. Non era l'itinerario solito dei pellegrinaggi. Comprendeva diverse località che di solito non si visitano: Hebron, la Samaria. E altre che io non avevo ancora visto nelle sette volte che ho potuto andare in Israele. Posti tipo San Giovanni D'Acri.
Mio padre aveva scritto a don Vito Vacca ( non ha niente a che fare con i Corleonesi) che lo guida: "Con un po’ di invidia devo rinunciare. Non ho tante forze”. Così ho proposto a mia madre di andare insieme. Poi le cose vanno spesso diversamente da come io penso.
Sono qui in attesa degli avvenimenti che accadranno e delle mie reazioni ad essi.
In attesa di una parola del Signore. Ho dei desideri nel cuore. Nulla accade a caso.
Nulla accade a caso durante un pellegrinaggio.




Conoscenza con Iva, una compagna di pellegrinaggio


Il mio taccuino con la frase di apertura del pellegrinaggio ricavata dalle Lodi. "Accanto al sepolcro vuoto, invano veglia il custode. Il Signore è Risorto"


L'areo entra da est in territorio di Israele


Il Ben Gurion


Salutiamo il nostro aereo



18:30 - Nel nostro hotel di Betlemme.
Un rapido giro di presentazioni. Sempre interessante sentire piccole sintesi della vita degli altri e le motivazioni per cui hanno deciso di venire.


Dalla finestra del corridoio del 4° piano di Casanova


Un primo meeting di presentazione



19:30 a cena.

A destra un romano di Centocelle e il fratello 80 enne che non crede nella resurrezione. 

Davanti a me una infermiera di dialisi di Castelfranco Veneto che conosce un mio collega di Belluno. Mandiamo un selfie. A sinistra il nipote di don Vito che era in classe con un mio conoscente di Lecco. Mandiamo un selfie.







20:30 giro per Betlemme con un prete di Verona che è stato prete della comunità di Belluno in cui sono stato durante il mio semestre bellunese. Non ci conoscevamo e abbiamo scoperto per caso questo legame fra noi. Conoscere le stesse persone e aver fatto parte della stessa comunità a Belluno. Ecco. 
 Lui parla perfettamente l’arabo. Ha lavorato a Betlemme tanti anni come insegnante nelle scuole. Un venditore arabo ci fa sedere sulle sedie della sua bottega per parlare con lui e passano mezz’ora a ricordare tutti gli amici comuni. Per i venditori arabi cristiani diventare amici dei preti è molto importante. Sanno che spesso i preti che vengono da fuori possono poi veicolare i gruppi di cui sono guide presso i propri negozi.
Purtroppo è così. E' anche vero che i cristiani della Palestina non se la passano bene. La popolazione cristiana in Palestina si è molto ridotta. I loro introiti sono molto legati ai pellegrini e la pandemia certamente non ha aiutato.


Io con don Angelo Rugolotto


21:30 Appena fuori dell'albergo Casanova la piazza di entrata della basilica della Natività. 


Entrata della Basilica della Natività di Betlemme



Esterno della Basilica della Natività a Betlemme

Se volete e vi fa piacere, lasciatemi un commento sotto il post. Basta cliccare sulla scritta Posta un commento che vedete sotto. 
Per me è un aiuto e uno stimolo ricevere un commento di ritorno. 
Se scriverete il vostro indirizzo email vi potrò anche rispondere. 

domenica 8 maggio 2022

Valerio Grimaldi, Con grande potenza. La vita e la testimonianza di padre Emidio Alessandrini, Edizioni Porziuncola, Assisi (PG), Aprile 2022.

Si rimane a disposizione per la rimozione dei testi se richiesto dagli aventi diritto. 

Valerio Grimaldi,  Con grande potenza. La vita e la testimonianza di padre Emidio Alessandrini, Edizioni Porziuncola, Assisi (PG), Aprile 2022. 

Acquistato:

Occasione: 

Costo: 15 euro.

Pagine:

Lettura: 


La copertina del libro

Chi è stato padre Emidio Alessandrini?

Padre Emidio ( Mentana [Roma] 06/03/1957 - Roma aprile 2021) è stato un frate minore e un sacerdote che molte persone hanno avuto il piacere di incontrare nella loro vita. E' stato un uomo buono. Un ricercatore della verità. Un instancabile osservatore dell'uomo e delle cose. Un evangelizzatore. Un confessore. Un padre spirituale. Un appassionato cultore di tante materie. E tutto quanto lui è stato lo ha messo a disposizione degli altri per aiutarli a migliorare la loro vita alla luce della vita di Gesù, che lui ha sempre ritenuto il punto di riferimento per conoscere ed incontrare Dio.

Una piccola sintesi del capitolo 2 intitolato "Il mio piccolo testamento". 

Leggendo il libro mi ha colpito il capitolo 2, intitolato il "Il mio piccolo testamento". Uno scritto di padre Emidio preparato da lui per i suoi trenta anni di sacerdozio. E' una sorta di sintesi delle cose che aveva capito e che voleva consegnare agli altri. Proviamo a fare a nostra volta una sintesi del capitolo 2 del libro

1) Gerarchizzare i valori. Non tutto ha la stessa importanza. 

2) Non riflettere sul male: il male lo puoi portare con Cristo, ma non lo puoi spiegare, se ci provi diventi pazzo.

3) Non si può essere più buoni di Dio. E' Lui a dirci come stanno le cose.

4) Alla base di tutto c'è il recupero del senso del sacro e del divino: quelle cose che ci hanno fatto provare una contentezza, una grande gioia. Per gli adolescenti per es. una cosa che senza parlare di Dio li fa incontrare con il divino è parlare con i nonni o gli zii anziani. E' una cosa che dà loro gioia. E' importante che l'esperienza del divino sia coltivata tramite l'incontro con gli altri, con il bene, con l'amore. 

5) Lo scopo della vita è assomigliare, quanto meglio possiamo, nell'amore e nelle opere a Dio. 

6) Dio è una presenza che la Bibbia cristallizza, sintetizza, ripropone, rilancia all'infinito. Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe... sono modelli, figure di riferimento dell'incontro con Dio. Frase: "Perché non leggi altri libri oltre la Bibbia? Perché gli altri libri li leggo io, la Bibbia legge me"

7) Nella Bibbia si trovano schemi che ci aiutano a capire come vanno le cose soprattutto quando si agisce per il bene e si riceve in cambio il male.

8) L'esperienza dell'essere perseguitati: finché sono cattivo, altri cattivi si uniscono a me e si crea un gruppo vincente; ma se per caso divento buono, tutti mi prendono di mira. 

9) Giuseppe, figlio di Giacobbe, di fronte al male che gli viene fatto dai familiari e poi ancora nella sua vita, pensa: " Dio ha fatto tutto questo!". Quando ci tocca vivere un male ingiusto, senza saperlo, stiamo per essere oggetto di una "promozione in atto".  Come se Dio ci dicesse: "Figlio mio, vieni a lavorare con me. Ti metto alla prova perché devi conoscere tutto: finora sapevi guidare, ora devi anche imparare come si riparano le automobili". Essere consapevoli di questo, per chi ha fede, è un dono immenso, altrimenti davanti a certi  episodi della vita si rimane desolati.

10) Per arrivare a questa "forza benevola" che è Dio, bisogna passare attraverso la croce. Non esiste il nesso: "Opere buone=gioie", ma "opere buone=a volte fregature", concetto che la Bibbia ribadisce in mille occasioni. Esempio della storia di Giuseppe.

11) Se uno non conosce la storia della salvezza che Dio ha fatto con il suo popolo, con l'uomo, storia narrata nella Bibbia, non conosce il modo di agire di Dio con l'uomo ed è facile cadere nella disperazione. Sapere che a volte Dio pota chi fa il bene, perché porti più frutto va messo come punto fermo della nostra esistenza. 

12) La Presenza è vicina, ma sembra che non esista la strada per parlarci. La strada è l'imitazione di Gesù. L'imitazione di Gesù permette il contatto con la Presenza, ovvero con Dio. 

13) Dio non ha nemici, ma solo figli unici. In poche parole si tratta di avere uno sguardo benevolo sugli altri, anche sulle carogne. Dicendo il Padre Nostro dovremmo smettere di fare proiezioni malevole sugli altri. 

14) Il rancore interrompe il passaggio dell'amore di Dio e degli altri. Blocca tutto. Come un tappo in un tubo. Il rancore, anche se motivato. Fin quando ce l'hai con qualcuno, non cammini: è un assoluto. Consiglio: recitare ogni mattina un Ave Maria per chi ci vuole male o ci ha fatti del male, finché non si scioglierà questo nodo. 

15) Nella relazione con gli altri non deve esserci mollezza. Gesù dice: "Ho portato il fuoco sulla terra!". Gli altri non possono essere nemici, ma bisogna stare nella verità.

16) Dovete essere accoglienti verso chi ha idee infantili, ma voi non dovete seguirle

17) Gesù ama veramente i lontani e per questo la gente vuole che sia ucciso. 

18) Non vi potete schierare contro qualcuno, non è possibile, perché non esiste l'evangelizzazione "contro".  Se le persone non vogliono fare alcun passo, va bene, ma da parte tua non deve esserci alcune discriminazione, alcuno schieramento. Questo ti mette "in minoranza" sia con la gente lontana che con quella vicina, perché spesso in certi ambienti, anche "ecclesiali" regna il buon senso, che però non è il cristianesimo. 

19) Gesù Cristo ha molto a che vedere con il dolore innocente. Il dolore, fisico e spirituale, bisogna metterlo in conto perché non si può essere cristiani senza la sofferenza. Cambi quando il dolore nella tua vita ti trasforma. Il Cristianesimo rende meravigliosi ed è allora che la gente vi cerca e vuole stare con voi senza sapere neanche il perché. 

20) Se una persona sostituisce al proprio modo di pensare le frasi di Gesù, la vita cambia; sostituire alle nostra povere idee, spesso confuse e contraddittorie, il pensiero, l'agire, il soffrire di Gesù Cristo, trasforma la realtà. 

21) Una costante dei santi: tutti i santi custodiscono alcune frasi del Vangelo con considerano fondamentali. Dunque se anche noi riuscissimo a cogliere una frase di Vangelo e seguirla fino alla fine, la vita cambierebbe radicalmente. Un esempio fatto nel libro: "Porgi l'altra guancia" ( Lc 6,29) vuol dire: "Smetti di portare il broncio". E' un impegno che va vissuto continuamente: donare, mettersi in gioco, consumarsi. E' la base della vita eterna. Quando questo vangelo non è più un "optional", ma è "guida ai miei passi" diventi come dovevi essere.  Noi non siamo chiamati ad essere San Francesco, ma ad essere noi stessi, Massimiliano, Sara, Paola, Patrizia, Cristian, Roberto... Quale è il nemico? L'istinto che ci fa tornare indietro, perché siccome a noi "sembra che sia così", anche se in realtà non lo è affatto, vi prestiamo fede, più che al Vangelo. Tenere il vangelo in tasca, come dice il Papa, e quando avete un attimo di tempo leggetene un brano. Quello vale più di tutto il resto, perché è la vita eterna

22) C'è una fatica da mettere in conto in questo non essere spontanei. Essere spontanei ci porta ad "andare in discesa", essere cristiani ci porta ad "andare in salita", grazie all'aiuto dello Spirito Santo

23) Lo Spirito Santo è una presenza oggettiva, fisica, che entra dentro a chi lo chiede insistentemente. Lo Spirito Santo insegna ogni cosa e toglie il timore per ogni creatura vivente. 

24) Bisogna chiedere lo Spirito Santo e non cacciarlo via. Allontaniamo lo Spirito ogni volta che diciamo una malignità, una cattiveria o ci arrabbiamo. Siccome la parola veicola lo Spirito, è importantissimo custodirla con amore

25) Quando una persona ha lo Spirito, tante delle cose dette nei punti precedenti, vengono naturali. Sorridete, non faticate per niente, e la gente comincia a chiederci come si fa ad essere come voi: questo è uno scopo. E' la "teoria dell'inseguimento dei cristiani". 

26) Sintesi di ciò che è davvero importante:

- Per quanto riguarda il Padre, essere come Lui,

- per quanto riguarda Gesù Cristo, leggere e mettere in pratica il Vangelo

- per quanto riguarda la Chiesa, non essere razzisti nei confronti di nessuno;

- per quanto riguarda lo Spirito Santo, chiederlo e soprattutto non rattristarlo. San Paolo dice che di volgarità o trivialità non dovete neanche parlarne.  Ci sono migliaia di cose belle e vere, diamo spazio a quelle piuttosto che prendersela con alcune persone o certe situazioni.  E' faticoso, ma non impossibile.



Il retrocopertina del libro


 Se vuoi e ti fa piacere, lasciami un commento sotto il post. Basta cliccare sulla scritta Posta un commento che vedi sotto. Per me è un aiuto e uno stimolo ricevere un commento di ritorno. Se poi addirittura firmi (aggiungendo il nome) il commento sarò molto contento perché saprò chi ha scritto il commento. Se scriverai il tuo indirizzo email ti potrò anche rispondere. I commenti impiegano qualche giorno ad essere pubblicati sotto il post. Se vuoi lasciare un commento che legga solo io, puoi scrivermi alla mia email: andreapiola@yahoo.it. Grazie mille. 

sabato 30 aprile 2022

Mariuccio Paolo Piola - 16/04/2022 - Monizione ambientale di Rufino Valiente ai funerali

Parrocchia di San Gaudenzio

I titoletti in rosso sono stati aggiunti arbitrariamente trascrivendo il parlato per agevolare la lettura e favorire una sintesi.
Le cose fra parentesi sono state aggiunte in un secondo momento d'accordo con Rufo Valiente per chiarificare meglio

Una eucarestia di ringraziamento e lode a Dio -
Francesca e suo figlio Andrea e Sara mi hanno chiesto di fare la monizione ambientale a me, poiché ci conosciamo da tanto tempo con Mario, perché questa eucarestia sia una lode, un ringraziamento al Signore per tutta la storia di Mario a cui il Signore ha concesso la cosa più bella, che ai vespri della Pasqua del Signore, lo ha chiamato. L’ultima volta che lo abbiamo visto è stato giovedì santo, mi sembra e la settimana precedente mi ha detto una cosa che ci ha colpito: chiediamo al Signore se è la volontà di guarire, altrimenti va bene così. Così letteralmente ha detto e mi ha impressionato perché ho visto che lui era disposto a stare nella volontà di Dio. E la cosa più bella è che il Signore lo ha fatto piccolo, piccolo, piccolo, sicuramente per entrare direttamente nel regno dei cieli.
Ma quello che mi chiedevano loro era un poco di collocarlo a Mario: chi era lui.

Compagni dai salesiani e poi l’uscita dalla congregazione per stare nel Cammino neocatecumenale
Noi siamo stati compagni nella comunità salesiana nel 1969.
Lui con Eusebio, attualmente itinerante Marche Abruzzo e anche Malta, Giampaolo Pronzato detto Pinin, attuale rettore del seminario Redentoris Mater in Nicaragua e io Rufino Valiente, mi conoscono nel Cammino come Rufo.
Siamo stati compagni [dai salesiani] e poi siamo entrati in Cammino [Neocatecumenale].
Eusebio e Pinin sono entrati un anno prima, nel 1969,  Mario e io siamo entrati l’anno seguente, nel 1970.
Per questo fatto di entrare in Cammino i salesiani ci hanno messo di fronte ad un aut aut. O proseguire l’Università o seguire il Cammino e il Signore ci ha dato a tutti di seguire il Cammino, perché sia loro che io abbiamo capito che tutta la nostra vita avevano vissuto nella legge, e con il Kerigma ci è arrivata la buona notizia, il Kerigma, dell’amore gratuito di Dio che perdona tutti i peccati. Così nessuno di noi ha voluto lasciare il Cammino per questa grazia immensa della libertà, dell’amore gratuito di Dio manifestato in Gesù Cristo, nel perdono dei nostri peccati e nella sua Resurrezione.

La nuova vita e la casa al fosso di Sant Agnese
E così siamo andati a vivere al fosso di Sant Agnese, dove io già lavoravo con Eusebio. Padre Romano Fucini mi aveva chiesto di affittare una casa, una casa per Kiko, perché Kiko voleva vivere solamente dentro le baracche. Il Borghetto latino [ una borgata di Roma, situato nel quartiere Appio-Tuscolano] si era chiuso, perché il comune lo aveva chiuso mandando gli abitanti nelle case del comune e rimaneva il fosso di Sant Agnese.
E padre Romano mi aveva chiesto di affittare una casa lì e io ho affittato la casa del costruttore abusivo di tutte quelle case e baracche del fosso di Sant Agnese. Così l’ho detto a padre Romano.
Poi quando siamo usciti dai Salesiani, Kiko non era mai andato ad abitare al fosso di Sant Agnese e allora padre Romano mi ha detto: "Quella casa è per voi, Eusebio, Pinin, Mario e te".
E siamo andati a vivere in quella casa e Kiko ci ha chiesto immediatamente di venire a vivere con noi, perché Kiko non voleva vivere da solo e noi eravamo già tutti e quattro insieme in casa.
Kiko mi ha chiamato ed è venuto a vivere con noi a casa.
Kiko condivideva la stanza con me, mentre Eusebio, Pinin e Mario dormivano nel salone [da giugno a dicembre 1971]

Anche lì mi ha impressionato molto perché chi lavoravamo inizialmente eravamo Eusebio ed io, all'Ospedale Fatebenefratelli, facevamo i portantini. Dall’università siamo diventati portantini.
E’ stato il primo lavoro che abbiamo trovato. E Mario era il nostro organizzatore della casa. 
Lui cucinava, governava la casa, era bellissimo.
Poi a metà mese gli stipendi finivano e io un po' protestavo, per mancanza di fede: “ Ma dimmi un po', devi amministrare meglio Mario!”. E lui: “ Rufo, la libertà di Dio, dobbiamo vivere nella libertà, finiti i soldi non ci mancheranno, perché Dio ci aiuterà”. E non ci sono mancati, grazie a Dio.
La sua fede. Quello mi ha impressionato molto, di vivere così con lui che sapeva organizzare e vivere nella fede.
Mi ha impressionato perché lui era un uomo pratico. 
Quello che mi ha impressionato di Mario è la praticità.
E’ un torinese bravo.
La praticità di Mario. Aveva sempre la macchina piena di cose, come idraulico, come pittore, come giardiniere, come muratore, non gli mancava niente.

L’itineranza
E poi il Signore ci ha dato a tutti quanti di essere pronti per uscire e diventare itineranti.
A me è toccata la Bolivia.
Però Carmen, mia moglie, che sta qua, eravamo fidanzati a quel tempo, e Mario sono stati estratti per Sava ( provincia di Taranto), mi hanno vinto per due mesi, perché loro sono usciti immediatamente nell’ottobre del 1972, e io, che dovevo dare un po' di esami all'università Gregoriana, sono partito alla fine del 1972 per la Bolivia.
Però loro sono partiti per aprire il Cammino a Sava. Poi Maria Carmen è stata inviata a Londra, poi ci siamo sposati e siamo andati in Bolivia.
E Mario continuava a catechizzare in quella zona.

Il matrimonio e il passaggio dal fosso di Sant Agnese a Torrenova
Ed è rimasto in quella casa. Alla fine lui è stato l’erede della casa del fosso di Sant Agnese. Poi si è sposato con Francesca, hanno vissuto lì, e poi il comune gli ha dato questa casa a Tor Vergata.
Grazie a questa casa del fosso di Sant Agnese loro hanno preso questa casa a Tor Vergata dove hanno vissuto tutta la vita.

Responsabile della seconda comunità neocatecumenale della parrocchia di Santa Francesca
Poi, una cosa buona di Mario è che è stato il nostro responsabile, della seconda comunità di Santa Francesca Cabrini, per circa 20 anni. Io l’ho avuto come nostro responsabile.
E’ stato bravo con noi, con noi è sempre stato bravo. Ci ha pagato sempre i biglietti [aerei], perché noi non possiamo chiedere soldi [ La comunità faceva una colletta per pagare i biglietti aerei per garantire il viaggio agli itineranti]. L’unica possibilità che abbiamo per chiedere soldi è per partire per la nazione dove evangelizziamo, ma noi non abbiamo mai dovuto chiedere i soldi perché lui è stato sempre bravissimo, ci pagato sempre per tanti anni i biglietti per andare e tornare là, prima dalla Bolivia, poi siamo passati al Messico e ci ha pagato sempre i biglietti.

Le tre cartoline agli itineranti
Una cosa carina di Mario che vi racconto, che questo non lo sanno nemmeno i figli, ogni tanto ci scriveva una lettera e mandava tre cartoline e attaccava dei soldi dietro di quelle cartoline.
Dietro quella destinata ai responsabili della équipe, che eravamo noi due  [Rufo e Carmen], 20 dollari.
10 dollari per il secondo, per il presbitero, che a quel tempo era Ezechiele Pasotti. 
E 5 dollari per l’ultimo dicendo: “ Coraggio fratello, sarai primo nel regno dei cieli!”.
Stavo pensando che quello’ultimo in quel momento era  Miguel Chiner che è stato itinerante per tutta la vita, fino ad 80 anni,  si sta fermando solamente quest’anno perché ormai non può più continuare per l’età e per le malattie, ma il Signore lo ha benedetto, come diceva Mario.
“ Tu ti senti l’ultimo?” - “ Si!” - “ Questa cartolina è per te!” e quella cartolina di soli cinque dollari era la cartolina della felicità.

Una comunione e un’amicizia durate una vita
In questo senso abbiamo sempre avuto la comunione con Mario e con Francesca, tutta la vita. Adesso che noi, per la malattia di Carmen ci siamo fermati 4 anni fa, dopo quarantacinque anni di itineranza in Bolivia e in Messico,  abbiamo di nuovo riallacciato l’amicizia con Mario che mi ha aiutato sempre in tutto. Quando avevi bisogno di qualcosa mandavi un messaggino, lui arrivava, era buonissimo, abbiamo sempre avuto questa relazione di amicizia e di aiuto costante.

La malattia e il suo carisma: aiutare gli altri
E poi gli è venuta questa malattia, a me ha impressionato molto questa malattia. Posso dire anche questo. 
Mi ha impressionato molto.
Mi ha impressionato di come Dio porta la storia, perché lui che era un uomo pratico, che non si è fermato mai, che nel portabagagli della sua macchina aveva tutto il necessario e io gli dicevo sempre: “ Come fai tu ad avere nel portabagagli tutte le cose per giardineria, per fare muratore…” sempre perché lui fosse pronto ad aiutare qualsiasi persona.
Quello era il suo carisma. Mai si è negato.

Il carcere e il servizio agli ultimi
E poi andava in carcere. A visitare agli ultimi. Gli indifesi, perché è andato sempre in carcere ad incontrare i detenuti.
Una cosa che mi ha impressionato molto è stata che quando il responsabile della prima comunità della parrocchia di Santa Francesca Cabrini, Giovanni Stirati, era costretto dalla sua malattia a stare fisso a casa, senza muoversi, Mario tutti i lunedì, prima di andare in carcere andava prima a visitare Giovanni Stirati. A stare con lui un’ora. E mi impressionava che Annamaria, la moglie di Giovanni,  mi raccontava che Mario non diceva quasi niente a Giovanni, ma gli teneva la mano e pregava con lui e poi andava in carcere.
Io credevo che andasse dopo il carcere da Giovanni, no. Annamaria mi diceva che era molto educato. Sapendo di andare in carcere e che poteva portare qualcosa a Giovanni, prima andava da lui e poi andava in carcere.
Ha avuto anche questa grazia di capire, leggendo il Vangelo, che il Signore sta con gli ultimi e di essere fra quelli che servono gli ultimi. Lui ha servito gli ultimi, tanto tempo.

Fisso sulla croce per arrivare al cielo
Per questo il Signore gli ha dato questa grazia speciale.
Mi ha impressionato che un uomo, che non si fermava mai, ... gli ha dato questa malattia che lo ha fissato nella croce.
Non si muoveva di casa e piano piano, sempre di più, ha avuto bisogno di aiuto in tutto.
Come fa Dio? Come fa Dio, come un pedagogo meraviglioso, come per poter confermare che per andare in cielo, non c’è altra strada che la croce.
Tutte le catechesi della Quaresima: come uno può sperimentare la Resurrezione? Soltanto se passa per la croce con Gesù! Gesù Cristo, eseguendo la volontà di Dio, entra nella croce per salvarci a noi. 
E tutti noi abbiamo questa occasione con Cristo. Con Cristo. Per poter andare in paradiso è necessario passare per la croce e poi passare dalla croce alla Resurrezione.
E questo ho visto realizzarsi perfettamente in Mario in questi sei mesi.
E’ entrato nella croce e non si è adirato.
Lo abbiamo visitato tante volte per questa amicizia che abbiamo con la famiglia e sempre mi ha impressionato questa sua disponibilità alla volontà di Dio.

Una benedizione e una lode a Dio sperando nella Resurrezione
Per questo vi dico io che questa eucarestia è una benedizione e una lode a Dio, grande e onnipotente, per le meraviglie che sa fare con ogni uomo per portarlo in cielo.
Allora qui abbiamo il corpo di Mario, ma il suo spirito io penso che sta nei cieli.
Noi non siamo come i pagani che bruciamo il corpo. Perché non bruciamo il corpo perché è stato un tempio dello Spirito Santo. E’ stato un tempio di Dio.
Nel suo Battesimo è stato messo il suo Spirito Santo, nella Cresima lo Spirito Santo è disceso con più forza e potenza per farlo apostolo di Cristo, nell’Eucarestia ha vissuto tutta la vita e questo corpo di Cristo si è fatto uno con lui, come lo è con tutti noi. Essendo stato tempio dello Spirito Santo lo sotterriamo, sperando poi che arrivi alla Resurrezione.
Spero sempre che succederà a noi quando moriremo come alla vergine Maria, che verrà Gesù Cristo a portare il nostro spirito nei cieli.
In ogni uomo, che passa al cielo, viene Gesù Cristo.
Pensate a san Giuseppe. La vergine Maria. Portare questo spirito nei cieli.
Speriamo che sia in cielo. 
Per questo noi diciamo “Lodiamo il Signore!”
Con la speranza nella Resurrezione sottereremo questo corpo in terra aspettando la Resurrezione.
Non posso parlare di più perché mi hanno detto di parlare 10 minuti.


Un momento dei funerali, visto dal posto in cui ero seduto

Se vuoi e ti fa piacere, lascia un commento sotto il post. Basta cliccare sulla scritta Posta un commento che vedi sotto. 
Per me è un aiuto e uno stimolo ricevere un commento di ritorno. 
Se scriverai il tuo indirizzo email ti potrò anche rispondere. Se vuoi lasciare un commento privatamente puoi scrivere alla mia email: andreapiola@yahoo.it

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003