giovedì 7 luglio 2022

Diario - 5 luglio 2022 - E' partito il pomeriggio mistico...

 Mi rendo conto che ciclicamente mi trovo a vivere delle giornate di riconciliazione con la mia vita. Accadono quando la corda è stata tesa per giorni. Improvvisamente ci si accorge che tirare la corda più di quanto in realtà lo sia non è possibile.

Me ne rendo conto in vari modi. Ormai li conosco. 

Per cui inizio una specie di rito che vivo ormai da anni e che mi aiuta. E se ci rifletto bene mi aiuta tanto. La prima cosa che faccio è andare a San Giovanni in Laterano. Chi non è di Roma forse non sà che è la basilica per eccellenza a Roma. Ci si trova sempre un confessore dell'ordine dei francescani minori disposto a confessarti.

E così mi metto in fila, appoggiato ad una delle enormi colonne della basilica aspettando il mio turno, mentre il confessore, di solito vado da un padre che mi conosce, o sfoglia uno dei numerosi libri che porta con sé dentro il confessionale, o confessa la persona che mi ha preceduto.

Non mi piace farmi vedere dal padre francescano per fargli capire che aspetto che lui termini di confessare. Mi metto lì e aspetto. Anche se spesso la persona che si confessa è indotta a parlare di tutt'altro dallo stesso padre francescano. Lo so che fa così. Lo fa anche con me. E siccome mi fa tanto bene quando lo fa, permettendo che la confessione diventi una chiacchierata, sono contento che lo faccia anche con le altre persone che sono davanti a me nella fila del confessionale. 

Fila al confessionale dentro la Basilica di San Giovanni

Io aspetto fino a che padre...(lo chiamerò Giuseppe, ma non si chiama così), Giuseppe, mi chiama. Mi fa avvicinare. "Andrea, tu sei il medico? Come stai?" e così iniziamo a chiacchierare. Dopo un pochino mi fa: "Allora ti confessi?". Si. Mi faccio il segno della croce e provo a dire in sintesi, proprio due tre parole, quelli che ritengo siano i miei peccati. Padre Giuseppe, non mi fa finire..."No, ma vedi queste cose ce le ha anche il Papa, io e quindi anche te, non sono questi i peccati seri. I peccati seri sono quando uno è rancoroso, porta rancore, quando non fa il suo dovere, quando ruba... Se uno sta con il Signore certamente può sbagliare, ma il Signore guarda anche la disposizione di animo, se stai con lui, se imposti la tua vita in modo tale che stai con lui, poi per il resto questi sono cose così che capitano..."
La cosa bella di padre che chiamo Giuseppe è che è tranquillo, profondamente umano.
Ha sempre tra le mani un libricino dell'ufficio delle letture che alla fine della confessione ti porge perché tu lo apra al caso e lui tira fuori una parola che ti accompagni per la tua vita fino al prossimo incontro.
Il libricino che ti porge è pieno di segnalibri, di fogli che lui ha appiccicato tramite attaches, sottolineato con vari colori. 
Allora metto il dito e scelgo una pagina verso la fine.
Lui legge il titolo della pagina che ho aperto. 
Siccome è importante me la appunto sulle note del cellulare.
La volta precedente mi era capitata Colossesi 1, 23.
Padre Giuseppe una volta che avevo deciso la pagina, aveva aperto il libricino e l'aveva letta.
Diceva: 
..."purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato ministro."

 Anche stavolta apre e mi capita 1 Corinzi 9, 26-27
"Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato."

Le parole sono serie e hanno una relazione con quello che sto vivendo in questo periodo. Padre Giuseppe è rassicurante. Sento che sta dalla mia parte. Che lavora per me, per il mio bene. E' uno spettatore che assiste alla partita della mia vita e che tifa per me. Come non essere grato di questo incontro e di questo aiuto che ho appena ricevuto.
Mi sento bene. Mi sento molto meglio. Sento che si può ricominciare con forza e speranza.
Il tempo di fare qualche foto.
Mi fermo sui gradini esterni alla basilica e faccio una preghiera come mi ha chiesto padre Giuseppe. Una cosa semplice e rapida. Un pensiero.
Piano piano riprendo il cammino e arrivo a Via Tasso.
Il tempo di notare che qualcuno ha voluto che anche la cabina elettrica restituisse il volto di Gesù nello stile che spesso si usa per Che Guevara. 

Gesù a Via Tasso, che esce dalla cabina dell'elettricità
Una foto a Gesù elettricista a Via Tasso e chiamo Luigi. Il mio amico. Luigi Zucaro.
Non mi risponde. Dopo un pò mi arriva un messaggio: "Sto per iniziare la messa non posso rispondere". Sono le 18:55.
Mi ricordo che Luigi, il mio caro amico Luigi, che fra l'altro è prete, quindi che il mio amico don Luigi alle 19:00 inizia a celebrare la messa per l'anno dalla morte del papà. E' nella chiesa dei Santi Quattro Coronati, a un passo da dove sto io. Mi ero scordato di tutto questo.
Gli rispondo: "Tranquillo ci sentiamo dopo, sto venendo anche io".
E così mi incammino nel caldo di Roma e arrivo in dieci minuti ai Santi Quattro. 

L'entrata del monastero dei Santi Quattro

Da lontano, con la porta aperta della chiesa, vedo che sta già dietro all'altare.
Entro e mi siedo sull'ultima panca a sinistra. La mia preferita. 

La celebrazione della messa ai Santi Quattro. 

Sono contento di essere presente alla messa per il padre di Luigi. Mi ero scordato, ma poi il Signore riaggiusta le cose. Seguo la messa. Per il primo quarto d'ora sono madido di sudore. 
Alla fine della messa aspetto che Luigi esca. Intanto iniziano i Vespri. 
Alla fine Luigi e la mamma escono dal chiostro dove suor Fulvia li aveva invitati per salutarli.
Esco con loro e li saluto.
Luigi mi ringrazia perché sono andato. Saluto la mamma. Una signora di novantanni veramente ben portati con la classe di una professoressa delle medie e la fierezza di una pugliese a Roma. 
Rientro per finire i vespri.
Alla fine saluto suor Annalisa e suor Giuliana. Mi chiedono come sto. Suor Giuliana è la prima volta che mi incontra dopo la morte di papà.
Do loro i ricordini di papà. Li guardano attentamente con un sorriso dolce.
Suor Giuliana mi accompagna alla porta della chiesa che deve chiudere.
"Me lo ricordo bene il tuo papà dal 1986, perché da quando sono entrato lui veniva spesso qui. Veniva a portare le classi di ragazzi (papà insegnava religione nel liceo Newton che è poco distante dai Santi Quattro). Era molto attento e premuroso con i ragazzi e si vedeva che voleva generarli alla fede. Ci teneva tantissimo. Era un uomo retto. Mi ricordo che nel 2008 tu (rivolgendosi a me) eri in Israele con Pieroni e noi avvisammo Pieroni che era morta suo Annamaria. Tu lo dicesti a tuo padre e tuo padre venne qui per la messa dicendo che era stato avvisato da te. Era molto legato a suon Annamaria e spesso si incontravano nel parlatorio per colloqui e scambi. Nel 1990 ci fece pregare tanto perché ci spiegava che andava in Israele a prendere la veste bianca. E poi più recentemente, nel 2000 veniva a chiedere di pregare per i figli di tua sorella, per i nipoti, quando tua sorella aspettava. Me lo ricordo con tanto amore e con tanta dolcezza. Salutaci tua mamma e tua sorella". 
Ho parlato un pò con suor Giuliana. 
Le ho raccontato alcune cose di papà. E di come dopo il 1990, quando poi insieme a mamma non andarono più in comunità papà ricordasse sempre di aver vissuto quel periodo ispirandosi ad Abramo. Al padre nella fede di tutti noi. All'uomo che visitato a Mamre da tre angeli credette, seppur ridendo, alle loro parole. Papà mi ricordava nel mese prima di morire che aveva sentito, una volta terminata la frequentazione del Cammino Neocatecumenale, che Dio lo stava chiamando a fare come Abramo: uscire dalla sua terra e andare nel luogo che Dio gli avrebbe indicato. E che questa parola era stata al suo fianco in tutti i momenti più critici di quella fase della sua vita. 

E così, con il cuore colmo di gratitudine per tutte le cose belle vissute, me ne torno a casa. 
Questi pomeriggi da "delirante mistico" hanno un grande potere terapeutico. 

Se volete e vi fa piacere, lasciatemi un commento sotto il post. Basta cliccare sulla scritta Posta un commento che vedete sotto. 
Per me è un aiuto e uno stimolo ricevere un commento di ritorno. 
Se scriverete il vostro indirizzo email vi potrò anche rispondere. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi hai fatto commuovere.sei unico.....

IL CAMMINO DELL'UOMO

IL CAMMINO DELL'UOMO
Marcia francescana 25 luglio - 4 agosto 2003